L'associazione persegue finalità di solidarietà sociale, civile e culturale, con l’obiettivo di informare e tutelare i cittadini delle zone incluse nel cratere sismico del 6-4-2009, per ottenere il pieno riconoscimento dei nostri diritti di procedere alla ricostruzione e riqualificazione partecipata delle zone danneggiate, secondo i criteri della massima trasparenza e della maggior efficacia, scongiurando il rischio di smembramento e dissoluzione socio-culturale delle popolazioni colpite.

TESTO INTEGRALE DELLO STATUTO

IL NUOVO SITO INFORMATIVO




ULTIMO AGGIORNAMENTO 10 Gennaio 2011



INCONTRO DI MERCOLEDI' 24

L’incontro previsto Mercoledì 24 Febbraio a Pagliare di Sassa per illustrare e discutere l’opportunità e la convenienza dei comparti , ha subito una variazione nello svolgimento per la coincidenza con la convocazione alle ore 14:00 dei consorzi e dei proprietari del centro storico presso l’Accademia di Belle Arti dove è stato invitato anche l’architetto Fontana. In tale sede pertanto si è discusso ed è stata presentata anche la proposta dell’architetto Perrotti, che verrà illustrata ulteriormente domani presso il Salone Carispaq alle ore 15.30. Si tratta cioè di stabilire alcuni punti chiari da sottoscrivere per formalizzare un documento base della cittadinanza per un tentativo di concertazione sulle linee guida per la ricostruzione dei centri storici. E’ emersa inoltre, dal Dott. Colorizio la necessità di una sede istituzionalizzata per consentire un buon coordinamento tra i consorzi e aperto alla partecipazione della cittadinanza in quanto la ricostruzione del centro storico, quale cuore ed anima della città, interessa e coinvolge tutti. Inoltre ha fatto presente anche la necessità di attivarsi per una tempestiva riapertura dei servizi urbani nelle case classificate A dopo la riperimetrazione ed occorre definire le case classificate F dopo l’avvenuta messa in sicurezza degli edifici.Ha suggerito di utilizzare la metodologia di cura che si usa per le ferite, ovvero partire dalla parte esterna. L’Architetto Fontana ha mostrato disponibilità ad esaminare il contributo con particolare riferimento alla copertura economica delle varie tipologie di proprietà, rinviando di 10 giorni l’adozione e la pubblicazione delle linee guida per la ricostruzione. Per la sede vi sono state difficoltà per individuarla ma non appena verrà definita ci ha comunicato che sarà aperta ad accogliere la cittadinanza.




25 Feb : 10:27
selene
ad esempio io leggo che i tecnici hanno chiesto per presentare i progetti per le case "E" una proroga della scadenza fissata per il 6 aprile al 31 dicembre . ma poi non capisco questa proroga è stata concessa o no? insomma in data odierna quale è la scadenza effettiva di cui tenere conto?

25 Feb : 14:47
mocerivò_214

La ricostruzione non può diventare sinonimo di condono, non può essere il pretesto per "raccappare" o legittimare porcherie: di questo se ne devono assumere la responsabilità TUTTI, dai commissari al Prefetto, dai consorzi agli amministratori.
"In favore della trasparenza e' necessario" che vengano a galla, ove ce ne fossero (per dire!), tutte le magagne che si dovessero riscontrare nei sopralluoghi, così come tutte le incongruenze cartacee e documentali: chi ha aperto porte, eretto e/o abbattuto muri, aperto lucernari, modificato scale, tramezzi, solai senza permessi, senza progetti, senza uno straccio di preventivo e di fattura, chi ha creato bagni e cucine, ed impianti di riscaldamento laddove non c'era l'abitabilità con l'evidente fine di affittare a caro prezzo bassi, topaie e tuguri agli studenti (o a chicchessia) deve essere sanzionato, e deve ripristinare a sue spese lo stato originario delle cose: la ricostruzione non può e non deve diventare la coperta delle porcherie e porcheriuole, l'ennesimo colpo di spugna sulle malefatte, l'ennesimo condono, l'ennesimo "insegnamento" che chi e fesso resta la chiodo e chi è furbo e "freghigno" "roscica", prospera va avanti ed è promosso!

Ogni consorzio deve avere un notaio pubblico che si prenda la responsabilità di denunciare tutte le illiceità.
Anzi: la responsabilità ed il compito di andarle a cercare!.


25 Feb : 18:12
melloncollie

bhè? quali sarebbero queste nuove cose da parte di Gaetano Fontana?
solo per la cronaca, s'è pujato fino a mo 162.000,00 Euro per fare cosa?
gnente!
(e io pago! - Totò)

25 Feb : 21:22
dronas



MELLONCOLLIE..ma che sta a scherza!!!ma tu lo sai chi è l'architetto fontana...

25 Feb : 21:30
mocerivò_214

Non ci capisco granché, ma qualcosa vedo che sotto si muove e corre come un serpente veloce.
Ogni situazione può avere un duplice aspetto, essere soggetta ad una duplice considerazione, ed in ogni valutazione fa gioco la discrezionalità di chi è preposto a decidere.

I soldi saranno quello che saranno, e dobbiamo mettere in conto che ognuno cercherà di tirare l'acqua al proprio mulino: in questo hanno senz'altro la meglio i ricchi ed i potenti (prepotenti).
Naturalmente avere la meglio per alcuni, non essendo le risorse infinite, coinciderà coll'avere la peggio per altri: chi garantisce invece sulla equità dei trattamenti?

Facciamo un esempio: due palazzi in muratura, antichi, storici, vincolati, ma in condizioni al limite: li si possono rabberciare oppure buttarli giù per ricostruirli daccapo.
La prima soluzione costa meno, ma da anche un risultato molto meno valido. La seconda soluzione costa molto di più, ma da un risultato "definitivo".

I soldi sono quelli che sono, ed uno solo dei palazzi potrà avere il privilegio di essere buttato giù e ricostruito daccapo: chi deciderà quale dei due? E cosa conteranno le conoscenze, le aderenze dei proprietari, gli agganci, le parentele, i colori delle casacche? E cosa peseranno le discrezionalità decisionali degli amministratori ed in generale di coloro che presiederanno a tutte le operazioni volte a determinare certe scelte?
Su questo che garanzie ci sarebbero?
Forse nessuna perché, a "chi può", non fa interesse che ce ne siano?

Andiamo a vedere il centro storico: quel palazzetto è stato puntellato, quell'altro lo si sta mettendo in sicurezza, quell'altro ancora invece è stato tutto imbracato con cura, da uno esce un grosso tubo perché lo stanno svuotando delle macerie, poi ce n'è addirittura uno al quale è stato fatto un tetto su telaio tipo tubi innocenti per coprire e proteggere il tetto originario! Mentre altri edifici, altre case, sono rimaste così com'erano dal 6 aprile: come mai?

Oppure di un grosso palazzo una parte è stata puntellata e l'altra langue beata: perché?

Se andassimo a vedere di chi sono, a chi apparterrebbero questi palazzi già belli e risistemati con centinaia di migliaia di euro, e già praticamente pronti per la fase successiva di consolidamento, non è che troveremmo, guarda tu la combinazione, tutti nomi di potenti personaggi, enti "influenti" e "cosette" di questo genere?
Chi darà garanzie circa l'equità di trattamento rispetto a ciò?

Blob di RAI 3

Dopo un TG1 che ha parlato del Capodanno a L’Aquila, voluto ed organizzato autonomamente dai cittadini su Facebook , BLOB di Rai 3 ha dedicato lo speciale di inizio anno all’informazione sulla situazione attuale del territorio coinvolto dall’evento sismico del 6 aprile scorso.
Ha messo a confronto l’ottimismo profuso da Berlusconi, Vespa e Bertolaso in più occasioni con testimonianze reali di denuncia esplicita e scomoda di cittadini aquilani che vivono situazioni di disagio reale difficilmente finora rilevate dai media nazionali : mancata conoscenza graduatoria assegnazione case, ritardi burocratici assurdi nella ricostruzione anche delle case con pochi danni, incongruità dei numeri del progetto CASE, situazione degli invisibili, paralisi e deterioramento ulteriore del centro storico, massiccia permanenza negli alberghi, atteggiamenti intimidatori in risposta a problematiche di cittadini derivanti da errori gestionali della Protezione Civile.

Il servizio, organizzato da Fabio Masi, che ha registrato uno share di due milioni di telespettatori e che sta avendo notevole risonanza su facebook, ha consentito a tante persone di cominciare ad avere dei dubbi sulla realtà televisiva, troppo buonista e poco oggettiva, propinata fino ad ora.

NO PROTEZIONE CIVILE Spa

NON PERMETTIAMO che il Decreto Legge sulla Protezione Civile Spa DIVENTI LEGGE GAZZETTA UFFICIALE DEL 30 Dicembre
La Protezione Civile era stata trasformata già
con il METODO AUGUSTUS fino a diventare S.p.A.

Sabato 23 gennaio c'è stato un incontro sul tema.
VIDEO


OSSERVATORIO CIVILE
FIRMIAMO TUTTI PER DIRE IL NOSTRO NO e DIFFONDIAMO
clicca qui per firmare la petizione  


COMM.BILANCIO SENATO 'SNELLISCE' LA SERVIZI SPA
Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 03/02/2010
MODIFICA DELL'ARTICOLO16

Mozione dei consiglieri comunali

Considerato che dalla drammatica notte del 6 aprile 2009 più di un
miliardo e mezzo di euro, pubblici o frutto delle donazioni pervenute
grazie alla straordinaria rete di solidarietà attivatasi sin dalle
prime ore successive al sisma, è stato utilizzato nell’ “emergenza
terremoto” dal Dipartimento Protezione Civile in interventi relativi
ai soccorsi, alle iniziative di prima assistenza, all’emergenza
abitativa (con interventi a carattere provvisorio e definitivo) e a
tutti i servizi ed opere di urbanizzazione collegate ai suddetti
interventi.
Considerato che le notizie che emergono in merito all’inchiesta
relativa agli appalti del G8 alla Maddalena pongono più di un
interrogativo sulla gestione degli interventi con le deroghe
consentite in situazione d’emergenza. A titolo esemplificativo basti
ricordare che dal “sistema gelatinoso” e di “ordinaria corruzione”
individuato dagli inquirenti emergono intercettazioni di imprenditori
che si vantano di poter gonfiare gli appalti di 70 milioni di euro o
che dichiarano “ Noi abbiamo una forma di rubare che è autorizzata
sotto certi casi”.
Visto che dalle stesse intercettazioni emergono con chiarezza
interessi legati agli interventi post-sisma di veri e propri
“sciacalli” che già nella notte del terremoto ridono pregustando gli
affari legati all’emergenza e alla ricostruzione, offendendo tra
l’altro con la volgarità delle loro parole un’intera comunità ferita e
la memoria delle sue vittime.
Considerato che la Commissione di garanzia per il tempestivo controllo
legale e contabile delle iniziative poste in essere dal Dipartimento
della Protezione Civile in merito all’emergenza terremoto, commissione
prevista dal DPCM del 9 Aprile art. 8 comma 3 , non si è in realtà mai
riunita per ammissione dello stesso presidente della commissione il
Giudice Salvatore Nottola.
Considerata la necessità che i cittadini debbano avere piena fiducia
nel lavoro delle Istituzioni, in una fase così difficile della loro
vita e di quella della propria comunità e che le istituzioni stesse
hanno il dovere a L’Aquila oggi più che mai di operare in assoluta
correttezza e trasparenza.
Consapevoli della pressante richiesta di trasparenza sui lavori legati
all’emergenza e alla ricostruzione che emerge con forza dai cittadini
dell’Aquila, e che il sentimento di preoccupazione e di indignazione
crescente esige risposte concrete e verificabili e non solo belle
parole di rassicurazione.

IMPEGNA IL SINDACO
a) A richiedere ufficialmente alla Protezione Civile ed al Commissario
di Governo per la ricostruzione Gianni Chiodi l’elenco dettagliato
delle ditte impegnate a qualsiasi titolo in lavori a L’Aquila dopo il
6 Aprile, tramite affidamenti diretti, appalti, gare gestite dalla
Protezione Civile in “regime di emergenza”, nonché di tutti gli
incarichi e consulenze professionali richieste dalla Stessa.
b) Il tipo di lavoro o servizio svolto dalle suddette ditte e l’esatto
importo degli stessi , con l’elenco puntuale di tutti gli eventuali
subappalti intervenuti e delle ditte beneficiarie degli stessi.
c) L’ammontare delle donazioni pervenute alla protezione civile ed il
loro utilizzo.
d) A rendere queste informazioni pubbliche ed accessibili tramite ,
tra l’altro , la pubblicazione sul sito internet del Comune
dell’Aquila.

Cons. comunale Fabio Ranieri
Cons. comunale Antonello Bernardi
Cons. comunale Giuseppe Bernardi
Cons. comunale Vito Albano

Assemblee e interventi

SABATO 6 FEBBRAIO ORE 10:00


L'AQUILA: PRENDIAMOCI CURA DEL PATRIMONIO URBANO
Un dialogo tra cittadini, tecnici e amministratori per il futuro della città
Aula Magna dell’Università dell’Aquila. Tensostruttura di Coppito

Il dialogo prende spunto dalla pubblicazione di due riviste dedicate a L’Aquila:
- il dossier speciale del n. 25 (dicembre 2009) del Giornale Do.Co.Mo.Mo Italia
- la rubrica “Urbanistica” del n. 86 (dicembre 2009) di AR, rivista dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia

coordina
Giuseppe Caporale, giornalista, corrispondente di La Repubblica.

introduzione temi,questioni ed interventi

MOTIVAZIONI DLLA PETIZIONE

temi e questioni

- Aldo Benedetti (Università dell’Aquila), Rosalia Vittorini (Università di Roma Tor Vergata, Do.Co.Mo.Mo Italia), Claudia Mattogno (Sapienza Università di Roma, redattrice di AR)

temi e questioni
Mario Centofanti (presidente Corso di Studi Edile Architettura AQ), Venanzio Gizzi (direttore Ater AQ), Gian Lorenzo Conti (Ordine Architetti)

strategie e obiettivi
- il sindaco dell’Aquila e gli assessori
- la presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane
- il presidente della regione Abruzzo e il vice presidente De Matteis
- il commissario dell’Ater Pierluigi Merli
- il soprintendente Luca Maggi
- il rettore dell’università dell’Aquila Ferdinando di Orio

sono invitati a porre quesiti e avanzare proposte:
i cittadini e i comitati
i progettisti e gli ordini professionali
le associazioni culturali
gli enti che gestiscono il patrimoni

Primo incontro

Erano presenti 20 consiglieri su 26 e gli Assessori preposti Leli e Masciocco che hanno mostrato di essere favorevoli a questa discussione e di condividere le richieste di partecipazione della cittadinanza e di trasparenza dell’informazione attraverso internet, come previsto anche dall’ordinamento dello Stato Legge N°241 del 1990 sulla trasparenza amministrativa. Per quanto riguarda il sito web del comune è stato comunicato di aver già iniziato un’azione mirata ad una revisione dello stesso, finora gestito con interventi episodici e volontaristici,predisponendo uno spazio specifico dedicato al post terremoto e daranno inizio ad un albo pretorio on-line in affiancamento a quello cartaceo. A conclusione dell’incontro sulla discussione del regolamento è stato stabilito che ne seguiranno altri a partire da Lunedì 18 Gennaio ore 9:30 ,ha relazionato Vittorio Alvino di ReteAq che ha curato maggiormente la stesura In tale sede è stato riproposto lo stesso documento consegnato al comune prima della dimissione dell'Assessore Antonio Lattanzi che aveva la delega alla partecipazione. La nostra Associazione sarà presente come già lo era stata attivamente nelle fasi precedenti.

GLOSSARIO parte 1

SFOLLATO, agg. e s. m. (f. -a) [part. pass. di sfollare].
Genìa strana, promiscua, di difficile intelligenza e dai costumi incerti. Nei bestiari medievali non trova allocazione, e nelle liste di Linneo compare come allucinata perversione del genere: di ridotta umanità, perspicacia e capacità, si distingue per una sorta di reductio absurda del principio intellettivo, quasi che in essa permanga attiva solo l’anima vegetativa, e tutto il resto si trovi trasformato in una sorta di apparato provvisorio, privo di rizomi, insomma tale che l’intero organismo si presti ad un pronto e rapido travaso, alla sistemazione, temporanea o più o meno stabile, in terreni diversi per natura e qualità. È esempio classico di arrendevolezza e indecisione (disposto a tutto pur di non avere più nulla a cui pensare). Esposto al gelo, non si lamenta; tormentato dal solleone estivo, di tanto in tanto invoca sommessamente un condizionatore.


TERREMOTATO, agg. e s. m. (f. -a) [part. pass. di terremotare].
Specifica della v. precedente. Sottogenere. Dei tanti sfollati possibili, per fame o carestia, per diaspore politiche, guerre o stragi varie, lo sfollato terremotato rappresenta l’esemplare più invidiato e ricercato dagli amministratori per la sua versatilità. Salutarmente privo di nerbo politico, reso ancor più arrendevole da mesi di permanenza in tenda, in albergo o in “autonoma sistemazione” (v.), può efficacemente essere esibito come dimostrazione vuoi dei successi, vuoi degli insuccessi dei governanti di turno. È antica e irrisolta questione la possibilità di attribuirgli responsabilità giuridica e autonomia decisionale. Purtuttavia i Padri della Chiesa gli riconoscono un’anima. Ma che sappia cosa farne, è cosa dubbia.
SINDACO TERREMOTATO, s.m. + agg.
Tipico del teatro d’antàn, evoca il passato glorioso degli scavalcamontagne delle scene italiane, di cui però perpetua l’aspetto meno eclatante e discutibile. Sostanzialmente è un generico con tendenze di promiscuo che, alla maturità degli anni, si prova a passare prim’attore e capocomico. Salto non sempre coronato da successo, per la storica incapacità del ruolo di esercitare sugli altri comprimari una qualsiasi autorevolezza. Di maggiore presenza nei drammi pirandelliani come alter-ego del “brillante”, con cui spesso intreccia un fitto dialogo fatto di impossibilità espressive e linguistiche, contorna le sue rare tirate di amletica incapacità, di cui si pasce. La progressione del ruolo è tratteggiata nella linea che da “Ma non è una cosa seria” corre fino a “Questa sera si recita a soggetto”, passando per “Il gioco delle parti”… Col celeberrimo “Il sindaco del rione Sanità” di Eduardo, si eclissa. Dubbio il tentativo di alcuni autori contemporanei di resuscitarne le funzioni, frazionando il personaggio in aspetti prismatici e poco complementari come, appunto, il sindaco, il presidente del consiglio di amministrazione, l’onorevole, il medico ecc. Coinvolto in questo gioco, si rivela sempre più vittima della sua origine di coadiuvante e deuteragonista, poco incline al passaggio al ruolo maggiore di antagonista o oppositore.


CAPO, s.m., della PROTEZIONE CIVILE (v.)
Figura sostanzialmente nuova, di derivazione indubbiamente cinematografica, unisce in sé caratteristiche che vanno da Robin Hood (in particolare quello di S. Connery, vicino alla pensione) ad Indiana Jones: come il primo, ama passeggiare nel suo bosco privato, trasformato per esigenze di scena in tendopoli; come il primo è spesso introvabile, inattaccabile, preciso e funzionale. Del secondo ha la immediata intelligenza filmica della situazione, il gusto dell’apparizione “al momento giusto” e la capacità di operare scelte che, quantunque discutibili, restano comunque irrevocabili e costituiscono il motore dell’azione a venire. In tal modo rilancia sempre al massimo il suo futuro. Sostiene nella drammaturgia il ruolo fondamentale di chi ispira fiducia e dispensa buoni consigli. La sua semplice apparizione dona sicurezza e tranquillità, che elargisce volentieri e a piene mani. Coltiva una non segreta vocazione umanitaria che potrebbe, un giorno, farlo approdare ad una “missione impossibile” africana, ultimo (per ora) atto della serie che lo ha reso celebre: “Alla ricerca dell’inceneritore perduto”, “Il capo della Protezione Civile e l’ultimo terremoto”.


C.A.S.E.
Acrostico con probabile finalità apotropaica, compare enigmaticamente in terre devastate da terremoti. Gli etnologi lo leggono in funzione del classico processo di “destorificazione del negativo” tipico del mondo magico. Simile al “breve” che ancora in Abruzzo si tramanda (S. Pio delle Camere), può essere esibito come progetto di allontanamento del male. I latinisti preferiscono leggervi una traslitterazione del “caseus abundeat semper eis”, beneaugurante e diffuso motto per gli sposi novelli, dal sottile richiamo fallico. Per altri, andrebbe sciolto tenendo conto del sistema di classificazione delle abitazioni colpite da sisma, alla più gravemente lesionata delle quali si attribuisce la lettera “E”. Dunque, CASA “E”, ovvero per crasi CAS’ “E”. Ma anche “CASA È”, dal grido di dolore degli abitanti de L’Aquila al vedersi abbattute senza appello né preavviso le abitazioni in cui risiedevano prima del sisma. Ultimamente, alcuni dialettologi propongono di leggere che a esse è, indicante un generico difetto di proprietà di un immobile, comunque tale da giustificare l’allontanamento forzoso dell’occupante il bene stesso. Sottilmente, uno storico contemporaneo ne propone l’integrazione con il motto della città dell’Aquila (dove per primo l’acrostico è comparso): P. H. S. // IMMOTA MANET // C.A.S.E.! che decifra come “La Protezione Civile (Publica Salus) resta ferma qui (Hic Immota Manet), con loro grande soddisfazione (Cum Amplissima Satisfactio Eorum)”, nel che si può leggere un velato richiamo ai costi dell’operazione Abruzzo nel 2009. Tuttavia l’interpretazione ha avuto scarso seguito. Più coerente appare l’ipotesi del frazionamento ad uso esclamativo o declamatorio, per scandire il vocabolo nei cortei di protesta dei senzatetto: C.A.S.E., C.A.S.E., ecc.”


AUTONOMA, agg., SISTEMAZIONE, s.f.
Elegante e colto richiamo all’antica arte di arrangiarsi, indica coloro che sanno spesso fare di necessità virtù. Il soggetto è in “a.s.” quando, né richiuso nelle tendopoli, né ospite forzato di una stanza d’albergo, pur di non disturbare riesce a scomparire nel nulla, evitando di essere compreso in liste, graduatorie, classificazioni o stime ufficiali. Capace di moltiplicare i pani e i pesci, perennemente in equilibrio instabile tra il biblico e il leggendario, l’autonomo-sistemato finisce spesso per vivere in un mondo solipsistico e debole, una provvisoria bolla di sapone che si frange poeticamente contro l’inevitabile durezza del reale. Assuefatto a equilibrismi e prestidigitazioni, non reagisce quando diventa egli stesso oggetto di esperimenti da baraccone; se, ad esempio, il Capo della Protezione Civile volesse gratificarlo di un 700 o 800 – facciamo per dire – euro, ecco che egli, modestamente, non potrebbe accettarne più di 100, o al massimo 200. Coltiva privatamente una sua vaga incertezza, una trasparenza sfumata ed impossibile, tanto che in fondo è il primo a dubitare della sua stessa esistenza.

Regolamento per la partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana, sociale ed economica della città

TITOLO I - OGGETTO E SCOPI DEL REGOLAMENTO
Art. 1 - Oggetto del regolamento
1. Il presente regolamento disciplina i modi e le forme attraverso cui i cittadini possono partecipare alle scelte che riguardano la ricostruzione della città e la sua futura trasformazione urbana, sociale ed economica dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Art. 2 – Obiettivi e finalità
1. Il Comune dell'Aquila riconosce che la partecipazione dei cittadini alla vita e alle scelte dell'amministrazione è un metodo fondamentale per garantire il progressivo miglioramento della qualità democratica delle istituzioni e il buon governo della comunità.

2. La qualità, la continuità e la diffusione della partecipazione dei cittadini alla vita e alle decisioni sul proprio futuro, forniscono una misura della salute democratica di una comunità, della sua vitalità culturale, della sua socialità, della qualità delle relazioni umane, della capacità di innovazione e trasformazione economica e pertanto vanno curate e costantemente alimentate.

3. Con il presente Regolamento si intendono definire le condizioni normative ed organizzative che possano garantire il coinvolgimento delle comunità di cittadini nei processi decisionali del Comune nell'intento di fare della partecipazione dei cittadini ai processi decisionali dell'amministrazione, una pratica ordinaria e costante dell'attività politica e amministrativa.

4. Il presente Regolamento è vincolante per tutti gli Uffici, Dirigenti, Responsabili del Procedimento dell’Amministrazione Centrale che ne assicurano l’osservanza, secondo le norme di seguito definite.
Art. 3 - l soggetti della partecipazione
I titolari dei diritti di informazione, consultazione e progettazione partecipata sono quelli indicati dall'art. 6 dello Statuto Comunale (cittadini elettori del Comune, residenti che abbiano compiuto 16 anni, cittadini non residenti e stranieri che studiano o lavorano nel Comune). Questi singolarmente o in associazione con altri, interessati dalle trasformazioni urbanistiche e sociali, sono i soggetti della partecipazione.

Art. 4 - Atti sottoposti alla procedura partecipativa
1. Sono sottoposti al processo di partecipazione, secondo le modalità stabilite dal presente Regolamento:

a) Gli strumenti urbanistici attuativi, nelle diverse fattispecie definite da norme statali o regionali, i progetti urbanistici e i relativi piani attuativi, i programmi integrati, i contratti di quartiere, i piani di recupero urbano, i piani di settore, i piani dei servizi;

b) il Piano Urbano della Mobilità, Piano del Traffico e Piano Parcheggi;

c) il Piano di Azione Ambientale previsto nell'ambito di Agenda locale 21 e della Carta di Aalborg del 1994;

d) il Piano di zonizzazione acustica di cui alla legge n. 441/1995;

e) la Valutazione Ambientale Strategica;

f) il Piano di Zona dei servizi sociali di cui alla legge n. 328/2000.

2. Le disposizioni del presente Regolamento possono essere applicate anche ad altri strumenti di pianificazione urbanistica, economica, sociale e ai progetti di singole opere pubbliche e private quando ne facciano richiesta almeno 200 cittadini (vedi soggetti singoli indicati nell'art. 3) o per deliberazione della Giunta Comunale.

3. Qualora la formazione degli strumenti d'intervento di cui ai commi 1 e 2 sia finalizzata all'acquisizione di finanziamenti, perentoriamente condizionati al rispetto di termini definiti da norme sovraordinate, o qualora le stesse norme impongano comunque una particolare celerità del procedimento, la Giunta Comunale può stabilire termini più brevi di quelli di cui agli articoli 6 e 7, purché siano compatibili con le finalità e lo svolgimento di tutte le attività previste dal presente Regolamento.

TITOLO II. STRUMENTI E PROCEDURE DI PARTECIPAZIONE
Art. 5 Informazione
1. L'informazione costituisce la condizione necessaria per la partecipazione dei cittadini e deve essere garantita a tutti in conformità con quanto previsto dallo Statuto comunale e in attuazione del “Regolamento per l'Informazione e la trasparenza attraverso il sito internet del Comune dell'Aquila”.

2. La pubblica informazione avviene mediante inserimento della notizia in apposita sezione del sito internet del Comune contestualmente alla loro emanazione da parte dell'organo competente e comunque non oltre le 12 (dodici) ore successive alla loro emanazione o pubblicazione ufficiale in formati (o registri o canali) tradizionali.

3. Ogni Ufficio avente competenza sugli interventi di cui all'art. 3, in raccordo con la Casa dei Cittadini (art.10), provvede alla compilazione di una scheda informativa dello stato di avanzamento delle procedure per l’elaborazione progettuale per ciascun intervento aggiornandola fino alla conclusione dei lavori, al fine di costituire la base informativa. L'informazione comprende la documentazione idonea ad illustrare le caratteristiche essenziali del programma o progetto (presentazione di sintesi e documentazione completa in allegato) al fine di agevolare la formulazione di proposte e progetti aggiuntivi dei soggetti di cui all'art. 2.

Art. 6 Consultazione
1. Attraverso le attività di consultazione i cittadini (i soggetti di cui all'art. 3) possono esercitare il diritto di sottoporre osservazioni e indicazioni su piani e progetti di cui all'art. 4, quando questi siano in fase di progettazione preliminare, quindi prima che le decisioni siano definitive. Il diritto alla consultazione implica l'obbligo per l'amministrazione di tener conto di quanto sia stato proposto dai cittadini. Tale obbligo si esplica sia attraverso la raccolta di tutti i contributi presentati dai cittadini all'interno del “Documento della partecipazione” (vedi di seguito) che costituisce parte integrante della documentazione di progetto, sia indicando le motivazioni che hanno indotto l'amministrazione, o il privato, ad accogliere, o scartare, le proposte dei cittadini.

2. Entro 30 giorni dalla pubblica informazione di cui all'art. 5, i soggetti di cui all'art. 3 possono far pervenire contributi (osservazioni, istanze, proposte) tramite:

a) il sito internet istituzionale del Comune, nella sezione o pagina del sito dedicata al progetto (contributi in forma di commenti al progetto e documenti allegati);

b) la posta elettronica o in carta semplice, con messaggi e scritti recanti la firma, la denominazione e i recapiti dei soggetti presentatori. Questi contributi verranno pubblicati insieme agli altri presenti sul sito internet nella sezione o pagina dedicata al progetto.

3. Entro la scadenza del periodo di consultazione previsto dal precedente comma 2, l'Assessore competente convoca un incontro pubblico entro i 20 giorni successivi - in orari e giorni che permettano la massima partecipazione dei cittadini - per fornire le risposte ai contributi partecipativi pervenuti. Della data dell’incontro viene data informazione con 15 giorni di preavviso nel sito Internet del Comune e presso la Casa dei Cittadini. L'Amministrazione Comunale deve assicurare la presenza dell'Assessore competente o suo delegato, del Direttore dell’Unità organizzativa competente o suo delegato, del Responsabile del procedimento, di (….).

Nell’incontro possono essere presentate ulteriori osservazioni, proposte ed istanze delle quali è dato conto congiuntamente alle altre osservazioni, proposte ed istanze di cui al comma 2, nel Documento della Partecipazione (art.8).

4. La consultazione può inoltre essere articolata in ulteriori forme, fermo restando quanto previsto ai commi 2 e 3 del presente articolo, quali l'attivazione di forum locali o telematici, il ricorso a questionari o sondaggi tradizionali e online.

Art. 7 Progettazione urbana, sociale ed economica partecipata
1. La progettazione urbana partecipata è qui intesa come un processo volto a far emergere le esigenze della comunità dei cittadini per poi procedere ad adottare delle soluzioni condivise, frutto della collaborazione tra tutti i soggetti interessati. Si tratta di una forma di consultazione avanzata, grazie alla quale i cittadini non si limitano a fare osservazioni o proposte ma nella quale la progettazione - di un piano, di un intervento o di un'opera - viene realizzata con la partecipazione attiva dei cittadini che, con l'ausilio di personale tecnico, concorrono direttamente alla definizione delle soluzioni progettuali finali. I processi di progettazione urbana, sociale ed economica partecipata sono un metodo di pianificazione e progettazione indispensabile soprattutto quando si tratti di interventi complessi, con conseguenze importanti sul futuro del territorio e di chi lo abita, e che pertanto comportano un consenso ampio e consapevole.

2. Il processo di progettazione partecipata è promosso in aggiunta al processo di consultazione di cui al precedente articolo, su iniziativa di uno dei seguenti organismi: Consiglio Comunale, Giunta Municipale, Assessore competente, (…). Il processo di progettazione partecipata deve altresì essere avviato se richiesto almeno da 400 cittadini di cui al precedente art. 3, dei quali almeno 300 siano maggiorenni residenti.

3. Le attività di progettazione partecipata potranno svolgersi mediante l'organizzazione di incontri, forum, workshop, etc., utilizzando metodologie appropriate e personale specializzato, con il supporto tecnico della Casa dei Cittadini. In ogni caso la piena partecipazione dei soggetti interessati dovrà essere garantita sia attraverso le forme tradizionali (in presenza) che mediante la rete internet, assicurando il costante aggiornamento delle informazioni (online e offline) e la partecipazione a tutte le fasi del processo.

4. Gli esiti delle attività di progettazione partecipata sono resi pubblici nei modi indicati per le altre forme di consultazione previste dall'art. 6.

Art. 8 Documento della Partecipazione
1. Tutti gli atti relativi alla fase di informazione, consultazione e di progettazione partecipata (comprensivi delle osservazioni e dei contributi progettuali dei cittadini) di cui ai precedenti art. 6 e 7, vengono raccolti nel Documento della Partecipazione, predisposto e curato dal responsabile del procedimento con il supporto della Casa dei Cittadini.

2. Il Documento, sottoscritto dall'Assessore competente, deve essere allegato alla proposta di provvedimento di adozione degli strumenti di intervento di cui all'art. 3. Il dirigente dell'Unità Organizzativa competente, in sede di relazione tecnica, espone le proprie valutazioni sui temi emersi dal processo di consultazione e progettazione partecipata. Il Documento della partecipazione, recante le informazioni sui temi emersi accompagna il provvedimento in tutto l'iter previsto.

Art. 9 Monitoraggio e Verifica
1. Il diritto di seguire e verificare l'effettiva attuazione di quanto stabilito nei progetti e nei piani dell'amministrazione è parte indispensabile ed integrante del diritto all'informazione a alla partecipazione dei cittadini.

2. Per le finalità del precedente comma, l'Amministrazione Comunale favorisce la possibilità di accesso agli atti ed alle procedure, con modalità (tempi e forme) di massima facilitazione e nel rispetto di quanto previsto nel “Regolamento per l'Informazione e la trasparenza attraverso il sito internet del Comune dell'Aquila”.

3. Le attività di raccolta dati e informazioni dagli uffici competenti sullo stato di avanzamento dei progetti e delle opere ai fini di un monitoraggio in tempo reale degli interventi sono affidate alla responsabilità della Casa dei cittadini che si occupa anche della loro pubblicazione e divulgazione.

TITOLO III. ORGANIZZATIVE
Art. 10 Competenze organizzative
1. L'organizzazione del processo di partecipazione, come disciplinato dal presente Regolamento, è di competenza e responsabilità del Comune dell'Aquila a livello dei Settori competenti a vario titolo in materia di programmazione degli interventi sul territorio.

2. Nell'ambito delle macro-strutture sono individuate le Unità Organizzative che assicurano lo svolgimento dei processi partecipativi. La responsabilità amministrativa del processo di partecipazione è del responsabile del procedimento.

3. Con deliberazione della Giunta Comunale, da adottare entro un mese dall'approvazione del presente Regolamento, viene definito un Piano Operativo biennale per l'attivazione e l'organizzazione del processo di partecipazione.

Art. 11 La Casa dei Cittadini
1. Al fine di favorire una conoscenza diffusa, approfondita e documentata sui temi delle trasformazioni urbane, sociali ed economiche e di promuovere, nonché organizzare i processi di partecipazione, è istituito, un ufficio denominato "Casa dei Cittadini" che, ferme le competenze dei responsabili dei procedimenti, supporta le strutture tecniche centrali e periferiche e coopera all’attivazione degli strumenti di informazione e comunicazione dell'Amministrazione Comunale, al fine dello svolgimento delle seguenti funzioni:

a) rendere disponibili i materiali e la documentazione informativa su tutti i Piani o Programmi o Progetti;

b) predisporre materiale divulgativo sui Piani e Programmi o Progetti, e su ogni iniziativa o provvedimento in materia sociale, urbanistica e ambientale, aventi effetti sul territorio municipale, nonché rendere disponibile personale tecnico in grado di illustrare e fornire chiarimenti sui materiali informativi;

c) organizzare la raccolta dei contributi consultivi e progettuali di cui agli art. 6 e 7;

e) mettere a disposizione personale tecnico competente, oltre che predisporre ogni supporto logistico e organizzativo, per lo svolgimento delle iniziative ed eventi di consultazione e progettazione partecipata di cui agli art. 6 e 7.

f) contribuire alla predisposizione del Documento della Partecipazione di cui all’art. 8;

g) fornire in tempo reale la situazione sullo stato di avanzamento fisico degli interventi, la verifica in corso d'opera degli effetti derivanti dall'applicazione delle norme, la rendicontazione (alle istituzioni e all'opinione pubblica) dei tempi, delle modalità, della spesa, nonché dell'efficienza, dell'efficacia e dell'equità delle risorse impiegate

2. Date le sue funzioni, per la Casa dei cittadini andrà scelta una collocazione adeguata nella città e dotazioni logistiche e tecnologiche in grado di farne un punto di riferimento conosciuto, ampiamente frequentato e facilmente raggiungibile per chiunque sia interessato a seguire e prendere parte ai processi di pianificazione e trasformazione urbani.

Estratto da "http://stage.spaziopubblico.it/wiki/Rete-AQ/