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La Prevenzione che non ci fu.
COME HA FATTO A FUNZIONARE LA MACCHINA DI BERTOLASO SE NON SONO MAI STATI FATTI SERI CONTROLLI STRUTTURALI SUGLI EDIFICI, SE LA PROTEZIONE CIVILE NON FECE UNA SERIA MAPPATURA DELLE ZONE SISMICHE dopo 200 scosse in meno di 2 mesi, magari un verifica seria ai palazzi, come la Casa dello Studente, che segnalavano crepe.
Quindi i tecnici qualche cosa del funzionamento di un terremoto ancora non la capiscono. Perche´se si guarda su googlemap la distanza di Terni dall´epicentro, in linea d´aria e´la stessa di Goriano Sicoli, ed a Terni non c´e´neanche un danno o sembra solo un cornicione pericolante nonostante abbia palazzi di 15-20 piani. Dunque il terremoto non e´un colpo di maglio che poi espande uniformemente la sua potenza, ma e´proprio una ramificazione di energia che scorre su canali e va a scaricare come se tirasse un fulmine, verso una direzione, ed in questo caso verso Sulmona come era stato ipotizzato da Giuliani.
IL VERBALE. L’AQUILA. Era il 31 marzo scorso, un martedì. A L’Aquila si svolse una riunione della commissione grandi rischi. Da mesi la città era martoriata da scosse di media entità, la maggiore di magnitudo 4.0, registrata il 30 marzo.
I maggiori studiosi italiani di sismologia si incontrarono ed esclusero la possibilità che arrivasse una scossa come quella del 1703. Il gotha della scienza che studia i movimenti della terra e della sua struttura e che da mesi ripete che è impossibile prevedere si lanciò comunque in una previsione.
Per di più errata.
Il 6 aprile, il lunedì successivo, il terremoto che ha sventrato L’Aquila ha smentito tutti e ci si è accorti di come la sciagura del 2 febbraio di 300 anni prima era in realtà pronta a ripetersi.
Quella notte del 1703 dopo alcune scosse più lievi un tremendo terremoto distrusse l’intera città. 3 mila i morti. E nei giorni precedenti la sequenza di scosse era stata molto simile a quella ripetutasi ai giorni nostri.
Ma leggendo il verbale delle «massime autorità scientifiche del settore sismico» (così vengono definite nel documento) che dovevano fornire un quadro di quello che stava accadendo e di quello che sarebbe potuto accadere, si scopre che nessuno immaginava quello che stava per accadere.
«I forti terremoti in Abruzzo hanno periodi di ritorno molto lunghi», spiegò Enzo Boschi dell’Ingv e uno dei più aspri oppositori di Giampaolo Giuliani sul tema dei percursori sismici. «E’ improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta». Sulla stessa linea anche il professor Barberi che parlò di previsioni temporali sulle evoluzioni del sisma «estremamente difficili».
Più cauto il professor Eva che disse che «non è possibile affermare che non ci saranno terremoti».
«Si può fare riferimento», disse, «alla conoscenza storica, da cui emerge l’elevata sismicità del territorio».
Anche il professor Calvi, però, escluse l’arrivo di scosse «in grado di produrre danni alle strutture» perché si erano registrati forti picchi di accelerazioni ma «con spostamenti spettrali molto contenuti, di pochi millimetri».
Le statistiche alla mano dissero che si prevedeva un lento diminuire dello sciame sismico.
L’assessore alla protezione civile chiese poi se si dovesse dare credito a chi da settimane (si legga Giuliani ndr) diceva di essere in grado di fare previsioni.
Barberi spiegò che la misurazione del radon «è un problema molto vecchio, a lungo studiato che non ha portato soluzioni utili».
Il 6 aprile dopo il terremoto la commissione si riunì nuovamente. Sul verbale non c’è riferimento alle previsioni di «improbabilità» di Boschi ma si dice solo che si conferma «l’impossibilità di prevedere l’evento sismico in termini geografici, temporali e dimensionali».
Dopo la scossa si è registrato inoltre un battage informativo contro gli studi di Giampaolo Giuliani che pure avrebbero destato interesse negli Usa e alla Nasa anche se finora le sue teorie non hanno avuto l’imprimatur della scientificità.
Se è vero che è impossibile prevedere i terremoti (come le autorità non fanno che ripetere da settimane) è pur vero che la scienza (tutta quella presente all’Aquila il 31 marzo scorso) si è lasciata andare in una gaffe imperdonabile.
Dire che un evento è «improbabile» significa fare una previsione (ed anche smentirsi nello stesso tempo).
Cosa molto grave se i fatti raccontano il contrario con morti e sfollati.
Quindi i tecnici qualche cosa del funzionamento di un terremoto ancora non la capiscono. Perche´se si guarda su googlemap la distanza di Terni dall´epicentro, in linea d´aria e´la stessa di Goriano Sicoli, ed a Terni non c´e´neanche un danno o sembra solo un cornicione pericolante nonostante abbia palazzi di 15-20 piani. Dunque il terremoto non e´un colpo di maglio che poi espande uniformemente la sua potenza, ma e´proprio una ramificazione di energia che scorre su canali e va a scaricare come se tirasse un fulmine, verso una direzione, ed in questo caso verso Sulmona come era stato ipotizzato da Giuliani.
IL VERBALE. L’AQUILA. Era il 31 marzo scorso, un martedì. A L’Aquila si svolse una riunione della commissione grandi rischi. Da mesi la città era martoriata da scosse di media entità, la maggiore di magnitudo 4.0, registrata il 30 marzo.
I maggiori studiosi italiani di sismologia si incontrarono ed esclusero la possibilità che arrivasse una scossa come quella del 1703. Il gotha della scienza che studia i movimenti della terra e della sua struttura e che da mesi ripete che è impossibile prevedere si lanciò comunque in una previsione.
Per di più errata.
Il 6 aprile, il lunedì successivo, il terremoto che ha sventrato L’Aquila ha smentito tutti e ci si è accorti di come la sciagura del 2 febbraio di 300 anni prima era in realtà pronta a ripetersi.
Quella notte del 1703 dopo alcune scosse più lievi un tremendo terremoto distrusse l’intera città. 3 mila i morti. E nei giorni precedenti la sequenza di scosse era stata molto simile a quella ripetutasi ai giorni nostri.
Ma leggendo il verbale delle «massime autorità scientifiche del settore sismico» (così vengono definite nel documento) che dovevano fornire un quadro di quello che stava accadendo e di quello che sarebbe potuto accadere, si scopre che nessuno immaginava quello che stava per accadere.
«I forti terremoti in Abruzzo hanno periodi di ritorno molto lunghi», spiegò Enzo Boschi dell’Ingv e uno dei più aspri oppositori di Giampaolo Giuliani sul tema dei percursori sismici. «E’ improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta». Sulla stessa linea anche il professor Barberi che parlò di previsioni temporali sulle evoluzioni del sisma «estremamente difficili».
Più cauto il professor Eva che disse che «non è possibile affermare che non ci saranno terremoti».
«Si può fare riferimento», disse, «alla conoscenza storica, da cui emerge l’elevata sismicità del territorio».
Anche il professor Calvi, però, escluse l’arrivo di scosse «in grado di produrre danni alle strutture» perché si erano registrati forti picchi di accelerazioni ma «con spostamenti spettrali molto contenuti, di pochi millimetri».
Le statistiche alla mano dissero che si prevedeva un lento diminuire dello sciame sismico.
L’assessore alla protezione civile chiese poi se si dovesse dare credito a chi da settimane (si legga Giuliani ndr) diceva di essere in grado di fare previsioni.
Barberi spiegò che la misurazione del radon «è un problema molto vecchio, a lungo studiato che non ha portato soluzioni utili».
Il 6 aprile dopo il terremoto la commissione si riunì nuovamente. Sul verbale non c’è riferimento alle previsioni di «improbabilità» di Boschi ma si dice solo che si conferma «l’impossibilità di prevedere l’evento sismico in termini geografici, temporali e dimensionali».
Dopo la scossa si è registrato inoltre un battage informativo contro gli studi di Giampaolo Giuliani che pure avrebbero destato interesse negli Usa e alla Nasa anche se finora le sue teorie non hanno avuto l’imprimatur della scientificità.
Se è vero che è impossibile prevedere i terremoti (come le autorità non fanno che ripetere da settimane) è pur vero che la scienza (tutta quella presente all’Aquila il 31 marzo scorso) si è lasciata andare in una gaffe imperdonabile.
Dire che un evento è «improbabile» significa fare una previsione (ed anche smentirsi nello stesso tempo).
Cosa molto grave se i fatti raccontano il contrario con morti e sfollati.
Parte 19
LA POLITICA DELLA LUNGIMIRANZA A PARTIRE DALLE BUONE PRATICHE.
16 Luglio.
Nell’iniziale programma della Festa della Creatività, era stato proposto un incontro diretto con il dott. G.Bertolaso poiché poteva essere una buona occasione per un confronto aperto tra il potere governativo e quello locale, nella cornice di una tematica particolare, ma impegni improrogabili non avevano consentito la sua presenza.
Ho insistito e ottenuto la sua presenza nelle ore serali, anche se limitata di tempo.
Si è così svolto un dialogo alla presenza del sindaco Cialente e del dott.Vittorio Sconci finchè l’affermazione inopportuna di Bertolaso “siamo stati creativi” ha innervosito ulteriormente il portavoce dei comitati di quell’occasione che ha usato toni di scarso dialogo. Verso il Sottosegretario si sono aggiunti i fischi e gli insulti di una parte dei cittadini (esasperati da mesi per le situazioni di disagio e di poca chiarezza, sia nelle normative che nelle procedure burocratiche del comune) tanto che Guido Bertolaso si è allontanato innervosito.
Osservando una unilaterale presa di posizione verso l’amministrazione locale, ugualmente responsabile nella gestione, ho fatto presente la necessità di un serio intervento rivolto all’amministrazione locale, per trovare una strategia alternativa e per comunicare a nostra volta le istanze che ci interessano.
Prima della successiva conferenza dei comitati avevo fatto girare sulla mailing list il documento della Partecipazione, documento che poi fu messo al primo punto dell'ordine del giorno della riunione di tutti i comitati cittadini. Nonostante ciò nella conferenza è stato inserito il punto "zero" ovvero quali proposte ci sono tra i comitati per le azioni da fare e così la discussione si è protratta fino le ore 19.30, poco prima dell’orario di chiusura dell’Accademia delle Belle Arti, luogo ospitante. Ho chiesto comunque di prendere una decisione in merito al documento di Partecipazione Trasparenza e Ricostruzione, continuando la discussione fuori e nei giorni successivi ho fatto girare nuovamente una bozza del documento.
Con la collaborazione di tutti è diventato un buon documento da presentare e ci ha permesso di apparire non politicizzati ma propositivi.
Enza Blundo
Il programma della "festa della creatività": leggi.
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Parte 11, Versione Integrale Documento x Bertolaso
RICHIESTE OPERATIVE DEI COMITATI CITTADINI ALLA PROTEZIONE CIVILE
RAPPRESENTIAMO I COMITATI DEI CITTADINI CHE, ALL’INDOMANI DEL SISMA, HANNO LANCIATO LA CAMPAGNA 100%.
100% RICOSTRUZIONE - TRASPARENZA - PARTECIPAZIONE E CHE HANNO ORGANIZZATO LA MANIFESTAZIONE DAVANTI A MONTECITORIO MARTEDÌ 16 GIUGNO.
CONSAPEVOLI DELLO SFORZO E DELL’IMPEGNO PROFUSO DALL’INTERA STRUTTURA DELLA PROTEZIONE CIVILE NELLA FASE DI PRIMA EMERGENZA SUCCESSIVA IL TRAGICO EVENTO DEL 6 APRILE, CONSIDERATA PERO’ L’INADEGUATEZZA DEL DECRETO PER LA RICOSTRUZIONE IN APPROVAZIONE IN PARLAMENTO, VOGLIAMO SOTTOPORLE UNA SERIE DI PROBLEMATICHE CHE NECESSITANO DI UNA IMMEDIATA SOLUZIONE.
DOPO MESI DI ANNUNCI E DI PROMESSE DALLE PAROLE SI È PASSATI AI FATTI, AI PROVVEDIMENTI SCRITTI E VOTATI CHE NON GARANTISCONO AI CITTADINI AQUILANI GLI STESSI DIRITTI RICONOSCIUTI IN CATASTROFI ANALOGHE. RIVENDICHIAMO QUINDI IL DIRITTO ALLA PARITA’ DI TRATTAMENTO,
IN RELAZIONE AL DECRETO UMBRIA, COME RIFERIMENTO AD UN RISULTATO ESEMPLARE ED ALLA TASSA DI SCOPO COME PRECONDIZIONE NECESSARIA A TAL FINE.
ESIGIAMO IL 100% DELLA RICOSTRUZIONE, E CHIEDIAMO UNA COPERTURA FINANZIARIA CREDIBILE PER NON ESSERE TRATTATI DA TERREMOTATI DI SERIE B.
MA AL DI LÀ DELLA PREDETTA COMPLESSIVA INSODDISFAZIONE, OGGI, IN QUESTA SEDE, VORREMMO AVANZARE RICHIESTE SEMPLICI E FACILMENTE VERIFICABILI NELLA LORO ATTUAZIONE LE CUI RISPOSTE NON DOVRANNO QUINDI ESSERE AFFIDATE ALLE PAROLE MA AI FATTI. IN QUANTO DI DIRETTA COMPETENZA DELLA PROTEZIONE CIVILE.
1. 100% DIRITTI.
DENUNCIAMO CON FORZA LA RIDUZIONE DEGLI SPAZI DI LIBERTÀ E DEGLI ELEMENTARI DIRITTI COSTITUZIONALI NEI CAMPI.
IN QUESTI MESI CI È STATO PIÙ VOLTE IMPEDITO DI SVOLGERE ASSEMBLEE NEI CAMPI, DI INFORMARE, DI DISTRIBUIRE VOLANTINI PER DIFFONDERE LE INIZIATIVE, DI UTILIZZARE IL MEGAFONO ANCHE AL DI FUORI DEI CAMPI.
L’EMERGENZA NON PUÒ ESSERE LA SCUSA PER LEDERE I BASILARI ELEMENTI DI UNA DEMOCRAZIA DI DIRITTO: IL DIRITTO DI RIUNIONE, DI ASSEMBLEA E DI INFORMAZIONE.
PER QUESTO CHIEDIAMO CHE CI SIANO IN OGNI CAMPO SPAZI PER LE ASSEMBLEE, BACHECHE A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI, POSSIBILITÀ DI DISTRIBUIRE VOLANTINI E PROPAGANDARE INIZIATIVE.
NON AVREMMO MAI CREDUTO , IN ITALIA, DI DOVER FARE QUESTE RICHIESTE! NON OCCORRONO PIÙ DI 24H PER IL RIPRISTINO DI QUESTI ELEMENTARI DIRITTI, IL TEMPO NECESSARIO PER FIRMARE UNA CIRCOLARE PER I RESPONSABILI DEI CAMPI.
CHIEDIAMO INOLTRE LO SPAZIO DI UNA PAGINA ALL’INTERNO DI OGNI USCITA SUL PERIODICO DI INFORMAZIONE “L’ABRUZZO E NOI”. EDITO DAL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE CONSIDERATA LA FINALITA ’ CHE SI PROPONE.
CHIEDIAMO CHE LE NECESSITA’ DI CONTROLLO E SICUREZZA NON DIVENTINO MAI STRUMENTO DI COERCIZIONE E LIMITAZIONE DELLE LIBERTA’ PERSONALI.
TUTTI DEBBONO POTER ACCEDERE NEI CAMPI PER INCONTRARE PARENTI E CONOSCENTI SENZA SUBIRE INTERROGATORI.
CHIEDIAMO CHE SIANO ATTIVATI E RESI FRUIBILI, ENTRO 7 GIORNI, COLLEGAMENTI SENZA FILI (WIRELESS) E INTERNET LIBERI E GRATUITI. DENUNCIAMO INFATTI CHE IN ALCUNI CAMPI È STATA IMPEDITA L’INSTALLAZIONE DI RETI.
2. 100% AQUILANI A L’AQUILA E FUORI DALLE TENDE.
CHIEDIAMO CHE SIA PREDISPOSTO IMMEDIATAMENTE UN PIANO CHE CONSENTA DA SUBITO SISTEMAZIONI DIGNITOSE PER LA POPOLAZIONE E CHE PERMETTA A CHI È FUORI CITTÀ DI RITORNARE.
RITENIAMO INFATTI CHE LA SCELTA DI DISGREGAZIONE E DIVISIONE GEOGRAFICA E SOCIALE ATTUATA CON I PROVVEDIMENTI PER LA SISTEMAZIONE DELLA POPOLAZIONE COLPITA DAL SISMA, UNITAMENTE A QUELLA DI FAR RIMANERE LE PERSONE 8/10 MESI NELLE TENDE SI È RIVELATA UN FATTORE DI LIMITAZIONE DELL’AUTONOMIA DEI CITTADINI, DI RIDUZIONE ALLO STATO DI NECESSITA’ E DI PROSCIUGAMENTO DEL TESSUTO ECONOMICO DELLA CITTA’.
NEGLI ULTIMI EVENTI SISMICI DOPO DUE MESI LE POPOLAZIONI ERANO GIÀ ALLOGGIATE IN SISTEMAZIONI DIGNITOSE.
CHIEDIAMO QUINDI L’ADOZIONE DI UN PIANO CONCORDATO CHE PREVEDA L’IMPIEGO DI SISTEMAZIONI ABITATIVE TEMPORANEE REMOVIBILI CHE SOSTITUISCANO LE TENDE. SI UTILIZZINO IN TAL SENSO MODULI ABITATIVI TEMPORANEI, APPARTAMENTI SFITTI E INVENDUTI O CASE DI LEGNO.
AVREMMO PIACERE DI DISCUTERE CON LEI IL PIANO “FUORI DALLE TENDE”, SABATO 27 GIUGNO IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE CITTADINA.
CHIEDIAMO ALTRESÌ CHE POSSANO ESSERE RIVISTE LE SCELTE RELATIVE ALLA LOCALIZZAZIONE E REALIZZAZIONE DEL PIANO C.A.S.E. CIO’ LADDOVE RISULTA PALESE UNA INCOMPATIBILITA’ TERRITORIALE PROCEDENDO IN QUESTI CASI AD UNA RICOLLOCAZIONE PENSATA IN BASE A CRITERI DI MASSIMIZZAZIONE DELLA PROSSIMITA’ AI LIMITI DELLA PERIFERIA URBANA.
CHIEDIAMO ALTRESI’ DI RICONSIDERARE LA DETERMINAZIONE DELL ’INDENNIZZO DEL TERRENO OGGETTO DI ESPROPRIO IN BASE AL VALORE DI DESTINAZIONE D’USO FINALE COME PREVISTO DALLA GIURISPRUNDENZA.
3. 100% TRASPARENZA.
CHIEDIAMO CHE LA PROTEZIONE CIVILE PUBBLICHI SUL PROPRIO SITO WEB NEL DETTAGLIO IL RESOCONTO DELLE ENTRATE E DELLE USCITE CON IL MASSIMO DETTAGLIO.
UN PROVVEDIMENTO DI TRASPARENZA CHE È DOVUTO AGLI AQUILANI E A TUTTI GLI ITALIANI CHE HANNO PAGATO LE TASSE E DONATO GENEROSAMENTE IMPORTANTI RISORSE PER LA NOSTRA TRAGEDIA.
4. 100% TEMPISTICA.
L’INCOMPRENSIBILE RITARDO NELLA EMANAZIONE DELLE ORDINANZE PER IL RIPRISTINO DELLA AGIBILITA’ DEGLI EDIFICI (PERALTRO DI SOLA CLASSIFICAZIONE A, B, C), LA ASSENZA DI CHIAREZZA DI APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE E L’ASSENZA REALE DEI FONDI NECESSARI STA DETERMINANDO LA CONCRETA IMPOSSIBILITA ’ DI DARE AVVIO AI LAVORI, IL CONSEGUENTE DISPENDIO DI RISORSE PUBBLICHE E IL PROTRARSI DEI DISAGI DELLA POPOLAZIONE COSTRETTA A SISTEMAZIONI PRECARIE.
DENUNCIAMO INOLTRE L’INACCETTABILE RITARDO NELLA MESSA IN SICUREZZA DELLE ABITAZIONI E DEI PALAZZI DEL CENTRO STORICO E NON CHE NECESSITANO DI TALE URGENTE INTERVENTO E CHE HANNO SUBITO, DA QUEL TRAGICO 6 APRILE, ULTERIORI E GRAVI DANNI DOVUTI A SCOSSE DI ASSESTAMENTO E MALTEMPO CON UN SENSIBILE AUMENTO DELLE RISORSE NECESSARIE ALL LORO RIPRISTINO E RECUPERO.
CHIEDIAMO QUINDI:
- L’EMANAZIONE DI UNA ORDINANZA IMMEDIATA CHE CHIARISCA TALI PROCEDURE AL FINE DI RENDERE EFFETTIVAMENTE DISPONIBILI I FONDI.
-L’EMANAZIONE DI UNA ORDINANZA IMMEDIATA CHE DISCIPLINI DA SUBITO LA RICOSTRUZIONE DEI FABBRICATI CON CLASSIFICAZIONE D – E
- UN IMMEDIATO PIANO DI MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI DEL CENTRO STORICO DELLA CITTA’, DEI COMUNI LIMITROFI E DI TUTTE LE ABITAZIONI CHE DI TALE INTERVENTO NECESSITANO.
5. 100% SOSTEGNO ECONOMICO.
A RIPRISTINO DEL TESSUTO SOCIO-ECONOMICO, CHIEDIAMO CHE VENGANO UTILIZZATI FORNITORI LOCALI DI PRODOTTI E SERVIZI.
CHIEDIAMO CHE VENGANO GARANTITI I PASTI A TUTTA LA POPOLAZIONE COLPITA DAL SISMA CON CRITERI DI EQUITA’ E MODIFICATE LE MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DEGLI STESSI UTILIZZANDO MENSE E SERVIZI DI RISTORAZIONE A GESTIONE LOCALE MEDIANTE L’EROGAZIONE DI APPOSITI BUONI PASTO.
ESIGIAMO L’IMMEDIATA EROGAZIONE DEI DOVUTI CONTRIBUTI PER AUTONOMA SISTEMAZIONE ADEGUANDONE GLI IMPORTI A GARANZIA DELL’EQUIITA’ DI TRATTAMENTO DI TUTTA LA POPOLAZIONE DIVERSAMENTE SISTEMATA.
L’ATTUAZIONE DEI CINQUE PUNTI PRESENTATI, ATTRAVERSO ORDINANZE E PROVVEDIMENTI TEMPESTIVI, È IL PREREQUISITO INDISPENSABILE PER TENTARE DI AVVIARE UN DIALOGO TRA PARI CHE SI BASI SUL RISPETTO RECIPROCO.
PER QUESTO MOTIVO, PERCHÉ CREDIAMO CHE IL CONFRONTO SIA INDISPENSABILE PER LA RINASCITA DELLA NOSTRA TERRA CHE AMIAMO E DI CUI SIAMO ORGOGLIOSI, ALL’ATTUAZIONE DI QUESTI PRIMI QUATTRO PUNTI, LE PRESENTEREMO, PER DISCUTERNE CON LEI, UN DOCUMENTO CHE CODIFICHI E REGOLAMENTI LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLE SCELTE, COME LE ORDINANZE DELLA PROTEZIONE CIVILE, CHE DECIDONO OGNI GIORNO DEL NOSTRO FUTURO E DELLA NOSTRA VITA.
QUESTO PER SUPERARE LA POLITICA DEL FATTO COMPIUTO ED IN PARTICOLAR MODO IL PRINCIPIO AUTORITARIO PER IL QUALE NON SI ACCETTANO NÉ SI ASCOLTANO LE CRITICHE.
LA RICOSTRUZIONE DELLA NOSTRA CITTÀ È UN DIRITTO, NON UN REGALO CHE QUALCUNO CI STA CONCEDENDO CARITATEVOLMENTE.
PERCHÉ IL NOSTRO IRRINUNCIABILE PUNTO È 100% PARTECIPAZIONE, LE NOSTRE CITTÀ, I NOSTRI PAESI, IL NOSTRO FUTURO LI COSTRUIAMO NOI
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Lettera aperta a Bertolaso
Gentile Dott. Bertolaso,
con il sostegno di una gran parte dei miei concittadini, sento la necessità di comunicarle il nostro disappunto, peraltro già espresso sul momento, relativamente al comportamento assunto da un nostro portavoce, il giorno 16 luglio nella Festa della Creatività, e ciò che ne è seguito. Tuttavia mi sembra doveroso farle presente che dietro quei comportamenti inaccettabili vi erano delle tensioni nella popolazione, dovute al vissuto e ad alcune istanze:
- per la scelta del Piano C.A.S.E. si profilava una insufficienza di alloggi per settembre e ciò avrebbe comportato un ulteriore provvisorio allontanamento dal territorio, nonostante i 4 mesi difficili vissuti nelle tende. Per i cittadini desiderosi di restare nel proprio territorio e di ricostruire al più presto il tessuto sociale disgregato, tale prospettiva risultava (e risulta) inaccettabile;
- il decreto varato che imponeva a tutte le imprese aquilane, grandi, medie e piccole, di pagare le tasse da Gennaio 2010, mentre l’economia aquilana si trova pressoché prosciugata dalle conseguenze dell’evento sismico, generava ulteriori ansie e incertezze;
- la difficoltà di lettura degli “Indirizzi per l’esecuzione degli interventi di cui all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3779 del 6-6-2009”, che ha di fatto reso necessario un Provvedimento, impediva la tranquillità nell’iniziare i lavori di ristrutturazione e determinava ulteriori fabbisogni di alloggi temporanei.
Tutto ciò non vuole essere una giustificazione del comportamento, ma un quadro di quanto andava, nei modi adeguati, comunicato in quella sede. Tuttavia a seguito del suddetto episodio la parte moderata dei comitati, eterogenei per interessi e indirizzi politici, è riuscita a far condividere e approvare l’esigenza di intervenire sugli Enti locali, anche attraverso la presentazione di linee guida per la Partecipazione e la Ricostruzione. Questo si è concretizzato nei riguardi del Comune chiedendo uno spazio di parola all’interno del Consiglio Comunale del 27 luglio e nei riguardi della Regione in un incontro con il Presidente Chiodi del 10 agosto a seguito della consegna, dei medesimi documenti, nel Consiglio Regionale del 30 luglio.
Ora, però, il rifiuto di pubblicazione del nostro articolo, critico nei confronti delle modalità di questo censimento, ha determinato ulteriore sfiducia verso le azioni intraprese fino ad ora e alimenta maggiormente i sospetti di interventi affaristici finalizzati al solo profitto di grandi investitori esterni e volti all’ampliamento del Piano C.A.S.E. che non favoriscono né la ripresa né la speranza nella nostra popolazione.
Certi di un vostro sincero interessamento per i nostri problemi, auspichiamo la ripresa di un dialogo aperto, al fine di una maggiore sinergia di forze e di intenti per la rinascita del territorio aquilano.
In attesa di positivi riscontri
le porgo i nostri saluti.
Enza Blundo
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Parte 11. Incontro con Bertolaso.
La mattina del 23 giugno alle ore 9:00 una delegazione dei comitati cittadini ha consegnato a Bertolaso un documento che rappresenta le decisioni prese nelle assemblee da tutti i comitati cittadini riuniti e di seguito viene riassunto nei suoi aspetti principali.
RICHIESTE OPERATIVE PRESENTATE AL DOTT. BERTOLASO IL 23-06-2009
SINTESI DELLE RICHIESTE
1)
Considerare l’Umbria come riferimento per la ricostruzione totale della città.
2)
- Diritto di fare assemblee e volantinaggio nei campi.
- Possibilità di avere uno spazio sul periodico “ L’Abruzzo e noi”.
- Collegamenti liberi e gratuiti per potersi informare.
3)
- Adozione di un piano concordato per l’impiego di sistemazioni abitative temporanee.
- Rivedere le scelte relative alla collocazione e totale realizzazione del PIANO C.A.S.E.
- Indennizzo del terreno in base al valore di destinazione e non di uso.
4)
- Pubblicazione di tutte le entrate e uscite, con il massimo dettaglio, sul sito web della P.C.
5)
- Messa in sicurezza tempestiva di tutti gli immobili del centro storico anche non beni pubblici.
6)
- Uso prevalente di fornitori locali, prodotti locali, imprese locali e servizi locali.
- Garantire mensa e servizi a tutti anche non residenti in tendopoli.
- Erogazione dei dovuti contributi.
- Ripristino del tessuto economico e sociale.
Leggi il documento integrale presentato a Bertolaso.
< Parte 10 - HOME STORIA - Parte 12 >
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