L'associazione persegue finalità di solidarietà sociale, civile e culturale, con l’obiettivo di informare e tutelare i cittadini delle zone incluse nel cratere sismico del 6-4-2009, per ottenere il pieno riconoscimento dei nostri diritti di procedere alla ricostruzione e riqualificazione partecipata delle zone danneggiate, secondo i criteri della massima trasparenza e della maggior efficacia, scongiurando il rischio di smembramento e dissoluzione socio-culturale delle popolazioni colpite.

TESTO INTEGRALE DELLO STATUTO

IL NUOVO SITO INFORMATIVO




ULTIMO AGGIORNAMENTO 10 Gennaio 2011



REGOLAMENTO

Regolamento sui diritti di partecipazione, informazione dei cittadini e di iniziativa popolare
TESTO APPROVATO ALL’ASSEMBLEA CITTADINA DEL 25.07.2010

ART. 1 DISPOSIZIONI GENERALI
Il presente Regolamento stabilisce le forme e le modalità per l’attuazione delle disposizioni del
TUEL 267/2000 e s.m.i. nonché del principio di sussidiarietà, così come previsto dall’art.118 Cost.,
ed è finalizzato a promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, alla
formazione delle scelte programmatiche dell’amministrazione ed alla loro concreta attuazione,
nonché dei soggetti coinvolti nella sua attività amministrativa o utenti dei suoi servizi
Il Comune si impegna, inoltre, a garantire e incentivare la partecipazione ai cittadini iscritti nelle
liste elettorali del Comune di L'Aquila, ai cittadini residenti di età superiore a 16 anni, ai cittadini
italiani, stranieri o apolidi che nel Comune esercitino la propria attività prevalente di lavoro o
studio, o ivi abbiano il domicilio fiscale, nelle forme e nei modi previsti dagli artt.. 7, 13, 15, 16, 18
del] previsti dal presente regolamento, i quali possono essere esercitati da persone singole o in
forma associata.
ART.2 (MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLA PARTECIPAZIONE)
I soggetti rientranti nelle categorie di cui al precedente art. 1 esercitano i loro diritti, secondo le
modalità di seguito disciplinate, dichiarando la loro residenza nel Comune e la loro età [ovvero il
nome dell’Associazione o del Comitato].
I medesimi, ove non residenti, dichiarano su apposito modulo predisposto dal Comune:
a) l'impresa o l'ente presso cui è prestata attività lavorativa;
b) il luogo, il tipo di attività e l'iscrizione alla Camera di Commercio o albo professionale, in caso di
lavoro autonomo;
c) l'istituto scolastico o di formazione professionale, la facoltà o il corso post-universitario cui è
regolarmente iscritto;
d) il motivo del loro coinvolgimento nell’attività amministrativa comunale
ART.3 ISTITUZIONE UFFICIO PARTECIPAZIONE
Per favorire le varie forme di partecipazione nell’attività comunale di cui agli articoli che seguono,
è istituito l’Ufficio di Partecipazione.
All’Ufficio di Partecipazione sono affidate le funzioni di supporto tecnico/amministrativo alle
attività necessarie all’esercizio dei diritti di partecipazione da parte dei soggetti abilitati ai sensi
dell’art. 1. L’Ufficio di partecipazione è il punto di riferimento generale intorno a cui ruota la
comunicazione interna ed esterna, inoltre, si occupa di ogni adempimento relativo alle
comunicazioni interne ed esterne al Comune, necessarie per lo svolgimento delle attività di
partecipazione; in particolare tiene i contatti con i consiglieri, gli assessori, il sindaco, nonché con
funzionari e dirigenti del Comune.
L’Ufficio di partecipazione è tenuto a rendere pubbliche tutte le attività svolte dal medesimo ai
sensi dell'art. 14 del presente regolamento nonché secondo le disposizioni del regolamento
sull'informazione.
ART.4 COMITATI ED ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE
I cittadini possono costituire gruppi organizzati esponenziali di interessi diffusi nel territorio
comunale, espressione di momenti di aggregazione rappresentativa di realtà ed interessi del
territorio comunale, definiti singolarmente "Comitato" o “Associazione”.
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Al Comitato o all’Associazione è riconosciuto dal Comune un ruolo propositivo ed interlocutorio
nelle iniziative amministrative inerenti agli specifici interessi perseguiti, come dichiarati all'atto di
registrazione.
La registrazione del Comitato o dell’Associazione non riconosciuta è promossa da almeno sessanta
cittadini residenti nella località, i quali sottoscrivono pubblicamente, alla presenza del Segretario
Generale del Comune o di funzionario da questi delegato, un documento contenente la volontà di
costituzione e gli scopi perseguiti. La Copia autentica dell'atto resta depositata presso la Segreteria
Generale del Comune e l’Ufficio di Partecipazione, che ne possono rilasciare copie autentiche.
I cittadini promotori possono successivamente, anche singolarmente, ritirare la propria adesione alla
registrazione del Comitato, sottoscrivendo in presenza del Segretario Comunale o di funzionario
delegato specifica apposita espressione di volontà, la quale sarà al più presto inviata all’Ufficio di
Partecipazione. Qualora i ritiri facciano scendere il numero degli aderenti al Comitato ad una cifra
inferiore a sessanta, il Comitato o l’Associazione viene cancellato di diritto dal relativo albo.
Il Comitato designa un responsabile al quale è affidata la gestione ed il coordinamento delle
comunicazioni con il Comune, nonché delle attività partecipative presso l'Ufficio per la
Partecipazione legittimato a rappresentare le istanze del Comitato stesso ed a ricevere le
comunicazioni del Comune. A tal fine, all’atto della registrazione, il Comitato indica un indirizzo di
posta elettronica certificata, che sarà il mezzo privilegiato per le comunicazioni tra il Comune e il
Comitato stesso.
Al Comitato è riconosciuto dal Comune un ruolo propositivo ed interlocutorio nelle iniziative
amministrative inerenti agli specifici interessi perseguiti, come dichiarati all'atto di registrazione.
ART.5 ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE
Alle Associazioni costituite a fini sociali, culturali, sportivi, ricreativi o comunque di interesse
collettivo, a carattere generale o particolare, operanti sul territorio comunale, il Comune riconosce
un ruolo propositivo nelle iniziative amministrative inerenti agli specifici interessi perseguiti.
Il Comune si rapporta preferenzialmente con le associazioni riconosciute dalla legge 383/2000 e
s.m.i. come associazioni di promozione sociale in possesso dei seguenti requisiti:
1) essere regolarmente costituite secondo le norme di legge, come da atto costitutivo e statuto
depositati in copia presso la Segreteria Generale del Comune;
2) essere regolarmente iscritte al registro nazionale/regionale/provinciale delle associazioni di
promozione sociale;
3) aver definito uno scopo sociale (senza fine di lucro e finalizzato a svolgere attività di utilità
sociale a favore di associati o di terzi nel pieno rispetto della libertà e della dignità degli associati);
4) aver definito un ordinamento interno che consenta a tutti i soci di concorrere all'attuazione degli
scopi associativi a favore della collettività ed alla costituzione ed al rinnovo degli organi interni
dell'associazione con pari diritti;
5) reso pubblico l'elenco dei soci.
Le associazioni in possesso dei requisiti di cui al precedente comma, che abbiano provveduto al
deposito presso la Segreteria comunale dell'atto costitutivo e dello statuto, sono iscritte in apposito
Albo comunale, nel quale è annotato anche il nominativo del responsabile pro-tempore
dell'associazione, curato dall’Ufficio di Partecipazione.
A favore delle associazioni di promozione sociale iscritte all'Albo il Comune può concedere i
seguenti benefici:
a) la concessione (in comodato od in locazione) di locali comunali, spazi ed attrezzature da
destinarsi a sede o attività dell'associazione;
b) la concessione di contributi secondo le norme specifiche del regolamento approvato in
conformità ai disposti dell'art.12 della legge 7.8.1990 n.241 e s.m.i.;
c) la concessione del patrocinio ad iniziative proposte dalle associazioni stesse.
La cancellazione dall'Albo è disposta in seguito all'accertamento dello scioglimento
dell'associazione o della perdita anche di uno solo dei requisiti elencati al comma 2 o, previa
diffida, dopo ripetute inadempienze alle norme regolatrici dei rapporti tra Comune ed associazioni.
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Alle associazioni iscritte all'Albo gli organi elettivi del Comune possono chiedere informazioni e
pareri sui provvedimenti amministrativi che attengano a materie relative la sfera di interessi
statutariamente determinata.
Alle associazioni iscritte all'Albo, qualora siano riscontrabili opportunità di maggior efficacia
sociale, il Comune può affidare attività o progetti di pubblico interesse mediante lo strumento della
convenzione nel rispetto delle modalità e delle procedure previste dalle leggi vigenti. Con la
convenzione sono stabilite le modalità del rapporto tra associazione e comune, forme di controllo e
di verifica dei risultati.
ART.6 ASSOCIAZIONI DI QUARTIERE O DI FRAZIONE
È consentita la costituzione di Associazione di Quartiere o di Frazione.
Detta associazione può svolgere le seguenti funzioni:
a) È referente territoriale per l’amministrazione, alla quale rappresenta le problematiche rilevate nel
territorio di competenza ed eventuali proposte per la soluzione delle medesime, sollevate a livello
locale in ordine a svariati problemi (viabilità, ambiente, interventi manutentivi ect.);
b) Promuove, organizza e gestisce iniziative di carattere culturale, ricreativo e sociale, quali
incontri, dibattiti e approfondimenti; si avvale di ogni strumento ritenuto idoneo a garantire la piena
partecipazione della comunità locale alla vita amministrativa del Comune.
Le associazioni di quartiere vigilano sullo sviluppo del territorio di loro competenza, promuovono il
miglioramento della qualità della vita dei cittadini della zona e operano per la valorizzazione e la
salvaguardia dei luoghi, delle tradizioni e della storia locale.
La costituzione delle associazioni di quartiere o di frazione può essere liberamente promossa da
almeno 100 (cento) cittadini, ivi residenti, riuniti in apposito gruppo promotore.
Il gruppo promotore redige l'Atto costitutivo e lo Statuto dell'Associazione di quartiere o di
frazione. L'Associazione di quartiere è organizzata secondo un ordinamento democratico attraverso
l'elezione degli organi direttivi.
Gli aspetti essenziali della relativa organizzazione, quali, in particolare, le modalità di
funzionamento, la composizione degli organi di rappresentanza e la durata sono esplicitati [in
contenuti minimi] nello schema esemplificativo che si allega. Le Associazioni potranno apportare le
più opportune integrazioni.
ART. 7 INTERROGAZIONI, ISTANZE, PETIZIONI.
I soggetti di cui all’art. 1, comma 2, possono presentare al Sindaco interrogazioni, istanze e
petizioni per il perseguimento di specifici interessi diffusi o collettivi. Non rientrano nelle ipotesi
regolate dal presente regolamento le richieste di provvedimenti destinati ad incidere, positivamente
o negativamente, nella sfera di un singolo soggetto.
Le interrogazioni, istanze e petizioni, redatte in forma scritta, devono essere supportate da adeguata
motivazione in ordine alle finalità di pubblico interesse perseguite e recare in calce almeno
cinquanta firme da raccogliersi tra i soggetti di cui all'art.1, comma 2, del presente regolamento.
Qualora le interrogazioni, istanze e petizioni riguardino problemi sui quali già esistano
pronunciamenti ufficiali del Comune, è consentito al Sindaco rispondere con rinvio ad essi. Qualora
le interrogazioni, istanze e petizioni presentate abbiano analogo oggetto, possono essere riunite in
un unico procedimento o atto di risposta.
ART. 8 INTERROGAZIONI
Le interrogazioni sono rivolte al Sindaco per chiedere ragione di determinate dichiarazioni espresse,
comportamenti tenuti o provvedimenti emanati dai rappresentanti degli organi comunali su
problematiche e materie di pertinenza comunale e, comunque, su determinati comportamenti od
aspetti dell'attività comunale, riguardo alle quali eventualmente propongono altre soluzioni
operative in grado di offrire miglior vantaggio alla comunità.
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ART. 9 ISTANZE
Le istanze sono rivolte al Sindaco per chiedere l'emanazione di un atto o di un provvedimento
ritenuto vantaggioso in relazione a specifici interessi diffusi o collettivi.
ART. 10 PETIZIONI
Le petizioni sono rivolte al Sindaco per incentivare iniziative comunali volte a perseguire specifici
interessi diffusi o collettivi
[ART. 11 PRESENTAZIONE DELLE INTERROGAZIONI, ISTANZE E PETIZIONI
Le interrogazioni, istanze, petizioni, sono redatte in forma scritta e devono essere sottoscritte con
l'indicazione chiaramente leggibile del nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e numero
civico, eventuale numero telefonico. In presenza di ragionevole dubbio si procede d'ufficio
all'accertamento della veridicità delle sottoscrizioni ed, in caso negativo, non si dà corso alla
risposta.
In caso di pluralità di sottoscrittori, deve essere indicato il nominativo di un referente per l'invio
della risposta.
ART. 12 ESAME DELLE INTERROGAZIONI, ISTANZE, PETIZIONI
Il Sindaco o l'Assessore delegato esamina le interrogazioni, istanze e petizioni pervenute e le
trasmette prontamente al Segretario Generale perché provveda, avvalendosi dei competenti Servizi
comunali, all'istruttoria documentale ed alla formulazione dello schema di risposta.
Qualora la questione affrontata richieda particolari valutazioni o rivesta notevole grado di interesse,
il Sindaco può sottoporre l'argomento alla valutazione della Giunta comunale o, sentita la
Conferenza dei Capi Gruppo consiliari, inserirlo all'ordine del giorno della prima seduta del
Consiglio Comunale.
Su richiesta del Sindaco, della Giunta, della conferenza dei Capigruppo o di almeno un quarto dei
Consiglieri, l’istanza o la petizione viene iscritta all’ordine del giorno della prima seduta del
Consiglio successiva alla richiesta stessa. In tale caso viene data apposita comunicazione al
referente di cui all’art. 11, secondo comma, il quale è tenuto ad informare i sottoscrittori affinché
possano intervenire alla seduta pubblica.
La risposta del Sindaco alle interrogazioni, istanze, petizioni, deve essere trasmessa al referente
entro il termine di trenta giorni dalla presentazione delle medesime. Nel caso in cui della
problematica venga investito il Consiglio Comunale, oppure nel caso in cui la problematica stessa
richieda chiarimenti e precisazioni ovvero un'istruttoria particolarmente complessi, il termine
suindicato è elevato a sessanta giorni, dandone tempestiva e motivata comunicazione al referente
per le comunicazioni.
Per le petizioni ed istanze supportate da un numero rilevante di firme si osservano le speciali
procedure di cui al seguente art. 14 .
ART. 13 PROCEDURE PER ISTANZE E PETIZIONI QUALIFICATE
Se i sottoscrittori dell’istanza o della petizione sono almeno in numero di 300 o qualora siano
proposte da Comitati o Associazioni, da Associazioni di quartiere o di Frazione, con 300 o più
iscritti, l'argomento oggetto delle medesime viene iscritto, dopo il completamento dell’eventuale
istruttoria all’ordine del giorno del Consiglio Comunale nella prima seduta utile.
Il referente per le comunicazioni viene tempestivamente informato della data e del luogo della
seduta; il referente informa prontamente i sottoscrittori, i quali possono presenziare alla trattazione
della istanza o petizione ed indicare un soggetto abilitato a prendere la parola sul punto;
Il Consiglio Comunale, non oltre la seduta successiva a quella di trattazione, adotta la propria
decisione in merito; qualora la questione riguardi materia di competenza di un organo differente,
assegna al medesimo un termine non superiore a quindici giorni per provvedere;
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ART. 13-bis CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA PUBBLICA
I soggetti di cui all’art. 1, comma 2, possono chiedere la convocazione di assemblee pubbliche, in
sede e data concordata, con la presenza del Sindaco, della Giunta, del Consiglio Comunale, ovvero
di singoli assessori e consiglieri, nonché di funzionari o dirigenti comunali, al fine di esporre
ragioni ed obiettivi della propria attività, nonché specifiche proposte di intervento.
La richiesta deve essere supportata da sintetica esplicazione dei contenuti dell'assemblea, con
particolare riferimento alle finalità di pubblico interesse perseguite; deve, inoltre, recare in calce
almeno trecento firme raccolte tra i soggetti di cui all'art.1 comma 2 del presente regolamento.
Sulle richieste di convocazione avanzate l'organo comunale competente, ovvero i singoli soggetti
interpellati rispondono entro trenta giorni dal ricevimento, esplicitando i motivi dell'eventuale
diniego.
Nel testo della richiesta di convocazione, a pena di irricevibilità, è individuato un referente per le
comunicazioni, il quale indica a tal fine apposito indirizzo di posta elettronica certificata, indirizzo e
numero civico, eventuale numero telefonico; il referente ha il dovere di informare i firmatari sullo
stato della loro richiesta.
ART. 14 PUBBLICITA'
Le interrogazioni, le istanze, le petizioni e le richieste di convocazione di assemblea pubblica sono
depositate presso la Segreteria Generale e successivamente nell'Ufficio di Partecipazione, a libera
visione del pubblico, unitamente alle successive risposte.
Le interrogazioni, istanze, petizioni e le richieste di convocazione di assemblea pubblica sono
annotate in apposito registro cronologico, contenente altresì gli estremi delle risposte e degli esiti
delle relative attività partecipative, anch'esso a libera visione del pubblico.
Le interrogazioni, istanze, petizioni e le richieste di convocazione di assemblea pubblica sono
pubblicate nei modi nei tempi stabiliti dal regolamento sull’informazione.
ART. 15 RAPPORTI AMMINISTRATORI CITTADINI
Nella sede comunale, con provvedimento del Sindaco, sono individuati appositi locali nei quali gli
Assessori Comunali ed i Consiglieri delegati dai Gruppi Consiliari, secondo un orario concordato e
definito dal Sindaco, incontrano i soggetti di cui all'art. 1, comma 2, che ne abbiano fatto richiesta,
per discutere con loro proposte e problematiche di interesse generale di pertinenza
dell'amministrazione comunale. La relativa istanza deve essere corredata in calce da almeno 50
firme raccolte tra i soggetti di cui all'art.1 comma 2.
Ove sia richiesto esplicitamente o appaia necessario in base alla natura dell’istanza, i soggetti
istituzionali devono convocare nel luogo e all'ora concordati i dirigenti o i tecnici competenti.
Se risulta necessario per l'analisi del problema o della proposta sarà cura dell'amministratore
rendere disponibile all'esame dei richiedenti qualunque atto, anche meramente endoprocedimentale,
o documento correlato all'oggetto della richiesta.
La richiesta può essere inoltrata anche per via telefonica all’Ufficio di Partecipazione, che fissa la
data e l'ora dell'incontro.
ART. 16 INIZIATIVA POPOLARE
L’iniziativa popolare per l'adozione, da parte del Consiglio Comunale, di modifiche statutarie e di
atti fondamentali è esercitata con le seguenti modalità.
L'esercizio dell'iniziativa si concreta nella redazione di una proposta scritta, debitamente motivata e
documentata e redatta in articoli qualora trattasi di norme regolamentari o statutarie, che deve essere
sottoscritta (cognome, nome, data di nascita e residenza, chiaramente leggibili) da almeno
(300)trecento dei soggetti di cui all’art.1 del presente regolamento che con la sottoscrizione si
costituiscono automaticamente in Comitato promotore e designano un responsabile dei rapporti con
l'esterno.
- La proposta, dopo la sua redazione e sottoscrizione, viene inoltrata al Sindaco ed immediatamente
depositata nella Segreteria generale e nell’Ufficio di Partecipazione a libera visione del pubblico.
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- Il Sindaco accerta il numero e le regolarità delle sottoscrizioni e trasmette la proposta al Segretario
Generale perchè provveda, avvalendosi dei competenti Servizi comunali, all'istruttoria documentale
ed alla eventuale formulazione di uno schema di provvedimento. Terminata l'istruttoria il Sindaco,
qualora non ritenga di dover rispondere negativamente motivando con la manifesta illegittimità del
contenuto della proposta, inserisce la discussione dell'iniziativa, all'ordine del giorno dei lavori della
prima seduta del Consiglio Comunale, che deve tenersi entro sessanta giorni dallo inizio del
deposito della proposta presso la Segreteria Generale. Della convocazione della seduta consiliare è
data immediata comunicazione al Comitato promotore in persona del responsabile perchè possa
intervenire alla seduta pubblica. Il Consiglio Comunale delibera in merito, ampiamente motivando
in caso di non accoglimento della proposta di iniziativa popolare.
- Copia della deliberazione divenuta esecutiva è trasmessa a cura del Servizio Segreteria Generale al
responsabile del Comitato promotore.
- Qualora il Consiglio Comunale si sia espresso negativamente, non è ammissibile la riproposizione
della proposta di iniziativa popolare se non dopo trascorso un anno dalla data della deliberazione.
REFERENDUM CONSULTIVO
ART. 17 DEFINIZIONE
1. Il referendum sottopone ai cittadini iscritti nelle liste elettorali uno o più quesiti, relativi al
medesimo oggetto, fino ad un massimo di sei, ciascuno dei quali consenta la scelta tra due o più
alternative poste da ogni singolo quesito, in relazione ad atti da assumere da parte degli organi
comunali.
2. il quesito referendario:
a) deve riguardare materia di esclusiva competenza locale;
b) deve essere chiaro ed univoco e rispettare i principi di coerenza logica e i limiti imposti
dall'ordinamento.
3. Il quesito deve essere completato con la formula "quale, fra le seguenti proposte, ritiene più
idonea per", cui deve, parimenti, seguire l'esatta definizione dell'oggetto sul quale viene richiesto il
referendum.
ART. 18 PROMOZIONE DEL REFERENDUM CONSULTIVO
I cittadini che intendono promuovere referendum, costituiti in Comitato, composto da almeno
trecento elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune debbono presentare richiesta al Sindaco.
2. La richiesta, redatta in carta libera, deve recare in calce la firma, la data e il luogo di nascita dei
membri del Comitato promotore.
3. La richiesta deve, altresì, contenere in termini esatti la proposta che si intende sottoporre al
referendum, e deve essere articolata in modo breve e chiaro e determinare la volontà univoca dei
votanti.
4. La proposta di referendum viene sottoposta al giudizio di ammissibilità da parte della
Commissione Affari Istituzionali che può riformulare il testo dei quesiti referendari, al fine di
garantirne l'ammissibilità, nel rispetto degli intendimenti della Commissione e attenendosi ai criteri
di cui al precedente articolo 10, comma 2, lett. b).
5. Sulla proposta di modifica deve essere sentito il Comitato Promotore. La decisione finale spetta
alla Commissione.
ART. 19 RACCOLTA ED AUTENTICA DELLE FIRME
1. La raccolta delle firme è effettuata su fogli di carta libera, su cui viene stampato a cura dei
promotori, il testo della proposta formulata nella richiesta di referendum dichiarata ammissibile
dalla Commissione Affari Istituzionali.
2. I fogli di cui al comma 1 vengono previamente vidimati dal Segretario Generale o suo delegato e
restituiti senza ritardo ai promotori del referendum.
3. L'elettore appone la propria firma nei fogli di cui al comma 1, scrivendo chiaramente nome e
cognome, luogo e data di nascita e di residenza.
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4. La firma deve essere autenticata da un notaio, dal Giudice conciliatore, dal Cancellerie della
Pretura o del Tribunale, dal Segretario Generale o da un suo delegato, dal funzionario incaricato dal
Sindaco, dal Sindaco, dagli Assessori, dal Presidente del Consiglio comunale, dai Presidenti e dai
Vice Presidenti dei Consigli di Quartiere, nonché dai Consiglieri comunali che abbiano comunicato
la propria disponibilità al Sindaco.
5. L'autenticazione deve recare l'indicazione della data in cui avviene e può essere unica per tutte le
firme contenute in ciascun foglio. In tal caso deve indicare il numero delle firme raccolte.
6. L'autenticazione delle firme effettuata dal Segretario Generale o da suo delegato, dal funzionario
incaricato dal Sindaco o dagli amministratori comunali è esente da spese.
ART. 20 CONSEGNA E DEPOSITO DEI PLICHI
1. Dopo la raccolta delle firme, il Comitato promotore provvede alla consegna dei plichi, con le
sottoscrizioni raccolte, alla Segreteria Generale entro tre mesi dalla data della prima vidimazione
dei fogli da parte dell'Ufficio medesimo.
2. Del deposito dei plichi viene rilasciata ricevuta da parte della Segreteria Generale.
ART. 21 INDIZIONE
1. Il referendum viene indetto dal Sindaco, verificata la validità del numero delle firme necessarie,
se sono state raccolte almeno cinquemila firme ritenute valide appartenenti ad elettori iscritti nelle
liste elettorali del Comune.
2. Il Sindaco provvede ad assicurare la più ampia pubblicità allo svolgimento del referendum, anche
con manifesti da affiggersi almeno trenta giorni prima della consultazione elettorale.
3.La Giunta comunale stabilisce gli spazi da destinare all'affissione referendaria individuandoli, di
norma, tra quelli utilizzati per le pubbliche affissioni e garantendo parità di trattamento fra tutti gli
aventi diritto. A tali spazi possono accedere il Comitato promotore, il Sindaco, i partiti e i gruppi
politici rappresentati in Consiglio comunale.
ART. 22 PRESENTAZIONE DI PIÙ RICHIESTE
1. Qualora, successivamente alla richiesta di referendum, siano presentate altre richieste inerenti al
medesimo oggetto, prima che sia intervenuta la verifica di ammissibilità da parte del Comitato di
cui all'art. 12, il Sindaco trasmette le richieste successive al Comitato medesimo per valutare,
d'intesa con i Comuni promotori, la eventuale unificazione delle proposte ed una eventuale
riformulazione dei quesiti.
2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, qualora non si raggiunga un accordo, il Comitato può procedere
d'ufficio alla formulazione di quesiti congiunti; in tal caso ciascun Comitato promotore può
dichiarare di rinunciare alla richiesta di referendum.
3. Il Sindaco, prima dell'indizione del referendum, verifica che non siano state depositate richieste
di referendum sul medesimo o altro oggetti.
4. Qualora risultino presentate richieste referendarie su oggetti diversi, le cui procedure possano
concludersi entro il 31 dicembre, il Sindaco ha facoltà di procrastinare l'indizione del referendum, al
fine di consentire la pronuncia degli elettori eventualmente su più quesiti, nell'unica tornata
referendaria annuale, prevista dall'art. 7, comma 6, dello Statuto.
5. Ove vengano depositate richieste referendarie in numero superiore a sei, il referendum medesimo
viene indetto relativamente alle prime sei richieste dichiarate ammissibili dal Comitato dei garanti,
rinviando le ulteriori richieste alla tornata referendaria successiva, con diritto di priorità.
ART. 23 SEGGI REFERENDARI
1. I seggi referendari vengono individuati con provvedimento del Sindaco, e dislocati in ciascun
quartiere.
2. Ciascun seggio è composto da un responsabile e da un numero di dipendenti comunali, idoneo ad
espletare le operazioni di voto, nominati dal sindaco.
3. Il responsabile del seggio assicura il corretto svolgimento del procedimento referendario,
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garantendo la tutela della riservatezza e la non identificazione del voto.
ART. 24 RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
1. Il responsabile del procedimento referendario, nominato dal Sindaco, sovrintende e coordina tutte
le fasi del procedimento medesimo, in collaborazione con i settori interessati.
2. In particolare, il responsabile del procedimento:
a) si avvale degli altri uffici;
b) assegna il personale comunale ai seggi per garantire la regolarità delle operazioni elettorali;
c) predispone le misure opportune per garantire la sorveglianza dei seggi, anche a mezzo della
Polizia municipale.
3. Nell'ipotesi di cui al successivo articolo 19, comma 4, lett.) b) e c), viene nominato dal Sindaco
un responsabile della fase del procedimento che si svolge informaticamente, individuato tra il
personale del Centro elaborazione dati, il quale garantisce la memorizzazione informatica dei
votanti, la regolarità delle procedure di spoglio, la sicurezza dei dati relativi ai votanti e allo spoglio.
ART. 25 DISCIPLINA DELLE VOTAZIONI
1.Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune,
risultanti dall'ultima revisione o che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno
di votazione.
2.La votazione si svolge a suffragio universale, con voto personale, libero, segreto.
3.Agli aventi diritto al voto viene inviata apposita comunicazione con l'indicazione del seggio o dei
seggi referendari dove possono esercitare il diritto di voto. Tale comunicazione può essere sostituita
con altra idonea forma di pubblicità, anche a mezzo della pubblicazione di manifesti, nella ipotesi di
cui al successivo comma 4, lett. b) e c).
4. Il voto può essere espresso:
a) attraverso scheda di carta su cui sono stampati integralmente i quesiti referendari;
b) attraverso una tastiera, situata all'interno dei seggi, predisposta per consentire all'elettore di
votare elettronicamente;
c) attraverso sportelli multifunzione, mediante l'uso di carte telematiche.
5. Nel caso di votazione su più quesiti referendari, le schede devono essere di colore diverso. Nelle
ipotesi di cui alle lettere b) e c)del comma precedente, l'elettore deve poter visualizzare
distintamente, sulla scheda o sullo schermo, il quesito o i quesiti referendari.
6. Nell'ipotesi di cui al comma 4, lett. a), l'elettore vota tracciando sulla scheda, con apposita matita,
un segno sulla risposta da lui prescelta e, comunque, nel rettangolo che la contiene.
7. Le operazioni di voto si svolgono nell'arco di una o più giornate, fino a un massimo di tre giorni,
comprensivi di una domenica, secondo quanto stabilito nell'atto di indizione.
8. Durante tale periodo, il responsabile del seggio cura la custodia delle schede e dei materiali
elettorali. A tal fine, il responsabile del procedimento con proprio atto individua la dotazione di
ciascun seggio, i luoghi dove possono essere conservati i materiali elettorali, onde garantire la
sicurezza e la riservatezza delle schede.
9. Gli elettori vengono identificati attraverso un documento di identità, attraverso la conoscenza
diretta, attraverso la carta telematica, nelle ipotesi di cui al precedente comma 4, lett. b) e c), in
qualunque delle postazioni a ciò abilitate.
ART. 26 OPERAZIONI DI SCRUTINIO
1. Il responsabile del procedimento, al termine delle operazioni di voto, accerta il numero dei
votanti.
2. Le operazioni di scrutinio hanno inizio comunque non oltre le ventiquattro ore dopo la chiusura
delle urne e proseguono sino alla conclusione dello spoglio. Di tali operazioni viene redatto
apposito verbale, sottoscritto, dal responsabile del seggio e da coloro che abbiano svolto le
operazioni di scrutinio, da trasmettersi al responsabile del procedimento.
3. I rappresentanti di ciascun comitato promotore possono assistere alle operazioni di voto e di
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scrutinio presso i seggi, nonché le operazioni dell'Ufficio comunale per il referendum.
4. Nelle ipotesi di cui al precedente articolo 19, comma 4, lett. b) e c), il responsabile di cui al
precedente articolo 18 , comma 2, provvede a trasmettere il verbale dello scrutinio, effettuato presso
il Centro di elaborazione dati, al responsabile del procedimento.
ART. 27 PROCLAMAZIONE DEI RISULTATI
1. Sulla base dei verbali di scrutinio trasmessi da tutti i seggi, il responsabile del procedimento,
avvalendosi di almeno due persone dallo stesso individuate, procede alla verifica dei risultati.
2. Delle operazioni di cui al comma 1 è redatto verbale in tre esemplari, di cui uno resta depositato
presso la Segreteria generale, uno trasmesso al Sindaco, per la proclamazione dei risultati del
referendum e uno depositato presso l’ufficio comunale per i referendum.
3. Il responsabile del procedimento trasmette al Sindaco gli eventuali reclami relativi alle operazioni
di voto e/o di scrutinio, presentati, prima della proclamazione dei risultati, a se medesimo o al
responsabile del seggio.
4. Il Sindaco giudica della fondatezza e della rilevanza dei reclami, avvalendosi, ove lo ritenga
opportuno, di un parere consultivo della Commissione Affari Istituzionali, e proclama il risultato
della consultazione.
5. Contro la proclamazione del risultato, la Commissione Affari Istituzionali per il referendum può
presentare entro sette giorni alla Commissione motivata istanza di revisione. La commissione dei
garanti si pronuncia tempestivamente e comunque non oltre i successivi quindici giorni. Il Sindaco
si pronuncia in via definitiva in ordine ai risultati del referendum.
6.la Commissione esercita la vigilanza nell'ipotesi di votazione prevista al precedente articolo 19,
comma 4, lett.) b) e c), rispondendone al Sindaco e al Consiglio.
ART. 28 DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO
1. Indipendentemente dal numero dei cittadini che ha partecipato al voto, il Consiglio comunale
entro sei mesi dalla proclamazione dei risultati, si pronuncia sull'oggetto del referendum, ai sensi
dell'art. 7, comma 5, dello Statuto del Comune.
ART. 29 INDIZIONE
L'istruttoria pubblica viene indetta, nei procedimenti amministrativi di elaborazione di atti
normativi e a contenuto generale:
a) su proposta della Giunta;
b) su proposta di due capigruppo del Consiglio comunale o di un terzo dei consiglieri;
d) su richiesta di mille soggetti di cui all’art.1 del presente Regolamento.
L'istruttoria pubblica è obbligatoria nei procedimenti amministrativi finalizzati all'approvazione dei
seguenti atti:
a) Piano regolatore;
b) Bilancio;
c) Piano integrato strategico di sviluppo;
d) Costo e fruibilità dei servizi;
e) Politica di indebitamento;
f) Calendarizzazione delle discussioni in Cons. Comunale.
ART. 30 RICHIESTA DI ISTRUTTORIA PUBBLICA
1. I soggetti di cui all’art. 1, comma 2, del presente Regolamento, possono presentare al Sindaco
una richiesta di indizione di istruttoria pubblica a tutela di interessi diffusi o collettivi.
2. La richiesta, scritta e motivata in relazione agli specifici interessi perseguiti, deve essere
sottoscritta da almeno mille cittadini titolari dei diritti di partecipazione, ai sensi dell'art. 1, comma
2, del presente regolamento. Nel testo della richiesta è individuato, a pena di irricevibilità, un
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referente per le comunicazioni, il quale indica a tal fine apposito indirizzo di posta elettronica
certificata, indirizzo e numero civico, eventuale numero telefonico; il referente ha il dovere di
informare i firmatari sullo stato della loro richiesta.
3. La raccolta delle firme è effettuata su fogli di carta libera, vidimata dal Segretario Generale o suo
delegato, sui quali è indicato il procedimento amministrativo per cui viene richiesta l'istruttoria
pubblica.
4. Ove sia espressamente richiesto, i fogli di cui al comma 3, vengono tenuti a disposizione dei
cittadini per la sottoscrizione della richiesta, durante l'orario di ufficio, secondo le indicazioni del
responsabile del procedimento.
5. I promotori appongono la propria firma nei fogli di cui al comma 3, scrivendo chiaramente nome
e cognome, luogo e data di nascita e di residenza, in presenza di un funzionario a ciò delegato del
Sindaco, degli Assessori, del Presidente del Consiglio comunale, nonché di un Consigliere
comunale che abbia comunicato la propria disponibilità al Sindaco, che procede all'identificazione
dei sottoscrittori.
6. I fogli recanti le firme dei sottoscrittori vengono ritirati dal referente individuato ai sensi del
comma 2.
7. Verificata la regolarità delle firme presentate e il numero minimo previsto, il responsabile del
procedimento trasmette al Presidente del Consiglio comunale il fascicolo con la richiesta di
istruttoria pubblica per la decisione da parte del Consiglio.
ART. 31 PUBBLICITÀ
1. Divenuta esecutiva la deliberazione consiliare di ammissione dell'istruttoria pubblica,
l'Amministrazione ne dà avviso alla popolazione con i mezzi più opportuni; la prima seduta di
istruttoria pubblica viene convocata a cura del Segretario Generale, indicando la data ed il luogo e
deve svolgersi entro due mesi dalla pubblicazione dell'avviso.
2. In ogni caso l'avviso di istruttoria pubblica è pubblicato su almeno due quotidiani di cui uno a
carattere locale.
3. Gli esiti dell'istruttoria sono pubblicati nei modi e nei tempi stabiliti dal regolamento
sull’informazione.
ART. 32 MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL'ISTRUTTORIA
1. Le sedute relative all'istruttoria pubblica sono convocate dal Presidente del Consiglio comunale o
suo delegato, che svolge funzioni di presidenza della seduta, e si tengono nella sala del Consiglio
comunale. Delle sedute relative all'istruttoria vengono redatti processi verbali, sottoscritti dal
Segretario Generale o suo delegato e dal funzionario verbalizzante.
2. Gli interventi delle associazioni, dei comitati, dei gruppi promotori, rappresentati da loro
responsabili o delegati, sono preceduti da una sintetica illustrazione tecnica della questione oggetto
dell'istruttoria.
3. I presenti possono presentare relazioni scritte che vengono acquisite agli atti del procedimento.
4. A conclusione dell'ultima seduta, il Presidente del Consiglio comunale dichiara chiusa la fase
dell'istruttoria pubblica. Il medesimo Presidente redige una relazione e la invia entro sessanta giorni
al Consiglio comunale, che l'acquisisce come base del dibattito relativo all'oggetto dell'istruttoria
pubblica, da concludersi entro i successivi sessanta giorni.
La Giunta nel corso del dibattito consiliare, esprime le ragioni che eventualmente la inducano a
discostarsi dalle proposte recepite dalla relazione.
ART. 33 CONFERENZA DI SERVIZI
Al fine di migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa il Sindaco promuove, in forma
pubblica, periodiche conferenze di servizi, aperte alla partecipazione di organizzazioni sindacali e di
categoria, di associazioni, comitati e gruppi di cittadini interessati, che hanno per obiettivo l’esame
dell’effettiva incidenza delle politiche dell’Amministrazione con riguardo a particolari settori
d’intervento ed allo sviluppo di attività di pianificazione, di programmazione e di controllo.
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Alla Conferenza sono invitate le associazioni, gli enti, le organizzazioni sindacali ed eventualmente
altre pubbliche amministrazioni interessate alle attività dello specifico settore.
ART. 34 INFORMAZIONE
1. A cura della Segreteria Generale viene assicurata ampia informazione sull'oggetto della
Conferenza di Servizi a ciascun soggetto indicato.
2. La documentazione relativa alla Conferenza viene messa a disposizione dei soggetti invitati
almeno 15 giorni prima della data fissata per la Conferenza.
3. A tali soggetti viene riconosciuto ampio diritto di informazione e di acquisizione di
documentazione, anche tecnica, negli uffici competenti.
ART. 35 LAVORI DELLA CONFERENZA
1. La Conferenza si svolge nella sala del Consiglio comunale o in altro luogo idoneo indicato
nell'avviso di convocazione spedito a cura della Segreteria Generale.
2. Il Sindaco o un suo delegato svolge le funzioni di Presidente e dirige i lavori all'ordine del
giorno.
3. Il verbale della seduta, sottoscritto dal Sindaco o dal suo delegato e dal Segretario Generale,
viene inviato agli assenti, insieme alla convocazione per la seduta successiva.
4. Dei risultati della Conferenza di Servizi viene stesa una relazione finale da trasmettersi ai settori
interessati e ai soggetti che hanno preso parte al procedimento.
DISPOSIZIONI FINALI
ART. 36 VIOLAZIONI
1. I casi di inottemperanza da parte di amministratori o dirigenti e funzionari comunali alle
disposizioni di cui al presente Regolamento, particolarmente per quanto concerne
i tempi di risposta, sono segnalati al Segretario Generale, che semestralmente ne cura l'elenco,
anche ai fini dell’applicazione dell’art. 7, L. 69/09.
2. Tale elenco viene affisso all'Albo comunale e comunicato all’Ufficio di Partecipazione ed al
Consiglio.
3. Nella determinazione dei premi di incentivazione ai funzionari, la Direzione Generale tiene conto
dei casi di cui al comma 1 del presente articolo.
ART. 37 VERIFICA DELL'ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO
Ogni sei mesi il Presidente del Consiglio verifica l'attuazione e l'efficacia degli strumenti di
partecipazione previsti dal presente Regolamento, avvalendosi dell'apporto delle associazioni
iscritte, dei Comitati e delle Associazioni di quartiere o di frazione.
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Allegati
SCHEMA STATUTO ASSOCIAZIONE DI QUARTIERE O DI FRAZIONE
ATTO COSTITUTIVO DELL’ASSOCIAZIONE DI QUARTIERE O DI FRAZIONE
Art. 1 – Costituzione, finalità e durata dell'Associazione
E’ costituita L'Associazione senza fini di lucro di quartiere…., in seguito denominata Associazione.
Per essere validamente costituita, l’Associazione è composta da almeno 100 iscritti di età non
inferiore ai sedici anni residenti o domiciliati nell’ambito territoriale di riferimento.
L'Associazione ha le seguenti finalità:
- favorire il concorso della comunità al processo di formazione delle decisioni;
- contribuire propositivamente alla migliore gestione del patrimonio pubblico e delle risorse
collettive presenti nel territorio di riferimento.
L’Associazione ha la durata di … anni.
Art. 2 - Delimitazione territoriale dell’Associazione
L'Associazione esercita la propria attività con riferimento all'ambito territoriale del quartiere di …..,
(o della Frazione di ……), individuato in …….
Art. 3 - Funzione dell'Associazione
L’Associazione svolge le seguenti funzioni:
- esprime pareri consultivi non vincolanti, su propria iniziativa o su richiesta dell'Amministrazione
Comunale, e presenta all'Amministrazione Comunale istanze, suggerimenti e proposte su temi di
interesse della comunità;
- promuove, organizza e gestisce iniziative di carattere culturale, ricreativo e sociale organizzando
incontri, dibattiti, approfondimenti, ed utilizzando ogni strumento ritenuto idoneo a far meglio
partecipare la comunità di riferimento alla vita amministrativa della città;
- ha la possibilità di gestire, mediante apposite convenzioni con l'Amministrazione Comunale, aree
e strutture di proprietà comunale esistenti nell'ambito del territorio di riferimento garantendo la
fruizione di detti beni a tutti i cittadini.
Art. 4 – Organi dell’Associazione, loro composizione ed attribuzioni
Sono organi dell'Associazione l’Assemblea, il Consiglio e il Coordinatore.
L’Assemblea persegue le finalità dell’Associazione, si riunisce almeno due volte all'anno e
comunque ogni volta ve ne sia l'opportunità o la necessità.
L'Assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno il 50 % degli iscritti
all’Associazione.
All’Assemblea partecipano con diritto di parola tutti i cittadini residenti o domiciliati nel quartiere,
mentre partecipano alle decisioni dell’Assemblea i soli cittadini iscritti all’Associazione.
Le decisioni dell’Assemblea vengono espresse mediante voto palese per alzata di mano.
I temi discussi dall’Assemblea e le eventuali deliberazioni assunte trovano evidenza in un verbale
redatto per sintesi a cura del Coordinatore o di un suo delegato.
In prima convocazione l’Assemblea è convocata dal Sindaco o da un suo delegato.
Il Consiglio è composto da 5 componenti individuati democraticamente all’interno degli iscritti
all’Associazione.
Il Consiglio si riunisce in via ordinaria su convocazione d’iniziativa del Coordinatore o in via
straordinaria su richiesta al Coordinatore di almeno tre dei suoi componenti.
La convocazione avviene a cura del Coordinatore, in questo anche coadiuvato dall’Assessorato alla
Partecipazione, almeno tre giorni prima della data fissata per la riunione; in caso di urgenza il
Coordinatore convoca il Consiglio con preavviso di un giorno sulla data dell'incontro.
Le riunioni del Consiglio sono pubbliche e chiunque può assistervi senza diritto di parola, salvo
diversa decisione del Consiglio.
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ART. 1 DISPOSIZIONI GENERALI
Il presente Regolamento stabilisce le forme e le modalità per l’attuazione delle disposizioni del TUEL 267/2000 e s.m.i. nonchè del principio di sussidiarietà, così come previsto dall’art.118 Cost., ed è finalizzato a promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, alla formazione delle scelte programmatiche dell’amministrazione ed alla loro concreta attuazione.
La partecipazione è garantita ai cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di L’Aquila, ai cittadini residenti di età superiore a 16 anni a cittadini italiani non residenti che esercitano nel Comune la propria attività prevalente di lavoro o di studio, agli stranieri ed agli apolidi che vi svolgono la propria attività prevalente di lavoro e studio.
I diritti di partecipazione, così come previsti dal presente regolamento, possono essere esercitati da persone singole o in forma associata.

ART.2 (MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLA PARTECIPAZIONE)
I soggetti rientrati nelle categorie di cui al precedente art.1 esercitano i loro diritti, secondo le modalità di seguito disciplinate, dichiarando la loro residenza nel Comune e la loro età o il nome dell’Associazione o del Comitato.
I medesimi, ove non residenti, dichiarano su apposito modulo predisposto dal Comune:
a) l' impresa o l'ente presso cui è prestata attività lavorativa;
b) il luogo, il tipo di attività e l'iscrizione alla Camera di Commercio o albo professionale, in caso di lavoro autonomo;
c) l'istituto scolastico o di formazione professionale, la facoltà o il corso post-universitario cui è regolarmente iscritto.


ART.3 ISTITUZIONE UFFICIO PARTECIPAZIONE
- Per favorire le varie forme di partecipazione con l’attività comunale di cui agli articoli che seguono, è istituito l’Ufficio di Partecipazione cui sono affidate le funzioni di supporto tecnico/amministrativo alle attività degli istituti di partecipazione.
- L’Ufficio di partecipazione è il punto di riferimento generale ed il perno intorno a cui ruota la comunicazione interna ed esterna delle attività dei singoli servizi per quanto attiene agli istituti di partecipazione.
- L’Ufficio di partecipazione è tenuto a rendere pubbliche tutte le attività ad esso collegate e previste da codesto regolamento nei modi e nei termini previsti dal regolamento della partecipazione,

ART.4 COMITATI
- I cittadini possono costituire momenti di aggregazione rappresentativa di realtà ed interessi del territorio comunale, definiti singolarmente "Comitato".
- La costituzione del Comitato è promossa da almeno sessanta cittadini residenti nella località che sottoscrivono pubblicamente, alla presenza del Segretario Generale del Comune (o di funzionario da questi appositamente delegato), un documento contenente la volontà di costituzione e gli scopi prefissi. Copia autentica dell'atto viene depositata presso la Segreteria Generale del Comune e l’Ufficio di Partecipazione.
- I cittadini promotori possono successivamente, anche singolarmente, ritirare la propria adesione alla costituzione del Comitato, recandosi nell'ufficio del Segretario Generale e sottoscrivendo alla sua presenza apposita espressione di volontà. Tali espressioni di ritiro delle adesioni dovranno essere inviate all’Ufficio di Partecipazione. Qualora i ritiri facciano scendere il numero degli aderenti al Comitato ad una cifra inferiore a sessanta, il Comitato si intende automaticamente sciolto e non più riconosciuto come tale dal Comune.
- Per il coordinamento e per i rapporti con l'esterno, il Comitato designa un responsabile, legittimato a rappresentare le istanze del Comitato stesso ed a ricevere le comunicazioni del Comune.
- Al Comitato è riconosciuto dal Comune un ruolo propositivo ed interlocutorio nelle iniziative amministrative. Per lo svolgimento di tale ruolo il Comitato può (oltre che utilizzare gli strumenti di partecipazione previsti dal regolamento) chiedere la convocazione di assemblee pubbliche con la presenza del Sindaco, della Giunta o del Consiglio Comunale nelle sedi ed in date concordate, al fine di esporre le ragioni della propria attività e le proposte di intervento. Sulle richieste avanzate l'organo comunale competente risponde entro trenta giorni dal ricevimento, motivando le diverse decisioni.
- All’atto di costituzione, il Comitato indica un indirizzo di posta elettronica certificata che sarà il mezzo privilegiato per le comunicazioni tra il Comune e il Comitato stesso.

ART.5 ASSOCIAZIONI
- Alle associazioni costituite a fini sociali, culturali, sportivi, ricreativi o comunque di interesse collettivo, a carattere generale o particolare, operanti sul territorio comunale, il Comune riconosce un ruolo propositivo ed interlocutorio nelle iniziative amministrative.
- Il Comune si rapporta preferenzialmente con le associazioni riconosciute dalla legge 383/2000 e s.m.i. come associazioni di promozione sociale in possesso dei seguenti requisiti:
1) essere regolarmente costituite secondo le norme di legge, come da atto costitutivo e statuto depositati in copia presso la Segreteria Generale del Comune;
2) essere regolarmente iscritte al registro nazionale/regionale/provinciale delle associazioni di promozione sociale;
3) aver definito uno scopo sociale (senza fine di lucro e finalizzato a svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi nel pieno rispetto della libertà e della dignità degli associati);
4) aver definito un ordinamento interno che consenta a tutti i soci di concorrere all'attuazione degli scopi associativi a favore della collettività ed alla costituzione ed al rinnovo degli organi interni dell'associazione con pari diritti;
5) pubblicità dell'elenco dei soci.
- Le associazioni in possesso dei requisiti di cui al precedente comma, che abbiano provveduto al deposito presso la Segreteria comunale dell'atto costitutivo e dello statuto, sono iscritte in apposito Albo comunale, nel quale è annotato anche il nominativo del responsabile pro-tempore dell'associazione, curato dall’Ufficio di Partecipazione.
- All’interno dell’Albo comunale essere una associazione di promozione sociale è condizione preferenziale perchè il Comune possa attivare nei confronti delle associazioni possibili interventi di valorizzazione consistenti:
a) nella concessione (in comodato od in locazione) di locali comunali, spazi ed attrezzature da destinarsi a sede o attività dell'associazione;
b) nella concessione di contributi secondo le norme specifiche del regolamento approvato in conformità ai disposti dell'art.12 della legge 7.8.1990 n.241 e s.m.i.;
c)nella concessione del patrocinio ad iniziative proposte dalle associazioni stesse. La cancellazione dall'Albo è disposta in seguito all'accertamento dello scioglimento dell'associazione o della perdita anche di uno solo dei requisiti elencati al comma 2 o, previa diffida, dopo ripetute inadempienze alle norme regolatrici dei rapporti tra Comune ed associazioni.
- Alle associazioni iscritte all'Albo gli organi elettivi del Comune possono chiedere informazioni e pareri sui provvedimenti amministrativi che attengano a materie relative la sfera di interessi statutariamente determinata.
- Alle associazioni iscritte all'Albo, qualora siano riscontrabili opportunità di maggior efficacia sociale, il Comune può affidare attività o progetti di pubblico interesse mediante lo strumento della convenzione nel rispetto delle modalità e delle procedure previste dalle leggi vigenti. Con la convenzione sono stabilite le modalità del rapporto tra associazione e comune, forme di controllo e di verifica dei risultati.



ART.6 ASSOCIAZIONI DI QUARTIERE O DI FRAZIONE
- E’ consentita la costituzione di Associazione di Quartiere o di Frazione con le procedure esplicitate nel precedente articolo. Detta associazione svolge le seguenti funzioni:
- È referente territoriale per l’amministrazione alla quale trasmette con tempestività le problematiche sollevate a livello locale in ordine a svariati problemi (viabilità, ambiente, interventi manutentivi ect.);
- Promuove, organizza e gestisce iniziative di carattere culturale, ricreativo e sociale, organizzando incontri, dibattiti approfondimenti, utilizzando ogni strumento ritenuto idoneo a garantire la piena partecipazione della comunità locale alla vita amministrativa del Comune.
- Le associazioni di quartiere vigilano sullo sviluppo del territorio di loro competenza, promuovono il miglioramento della qualità della vita dei cittadini della zona e operano per la valorizzazione e la salvaguardia delle tradizioni e della storia locale.
- La costituzione di ciascuna associazione di quartiere o di frazione viene liberamente promossa da almeno 100 (cento) cittadini, ivi residenti, riuniti in apposito gruppo promotore.
- Il gruppo promotore provvederà a redigere l'Atto costitutivo dell'Associazione di quartiere e lo Statuto. L'Associazione di quartiere si darà ordinamento democratico attraverso l'elezione di organi direttivi.
- Le modalità di funzionamento, la composizione degli organi di rappresentanza, la durata ecc. sono esplicitate in contenuti minimi nello schema indicativo che si allega. Le Associazioni potranno apportare le più opportune integrazioni.

ART. 7 INTERROGAZIONI, ISTANZE, PETIZIONI.
- I cittadini residenti che abbiano compiuto il sedicesimo anno di vita, singoli, associati od in forma collettiva, o i soggetti che svolgano nel Comune la loro prevalente attività di lavoro o di studio, i Comitati, le Associazioni, le Consulte, le altre forme associative, possono presentare al Sindaco interrogazioni, istanze, petizioni, al fine di una migliore tutela degli interessi collettivi. Non rientrano nelle ipotesi regolate dal presente regolamento le richieste di provvedimenti destinati ad incidere, positivamente o negativamente, nella sfera di un solo soggetto.
- Le interrogazioni, istanze, petizioni, devono essere supportate da adeguata motivazione in ordine alle finalità di pubblico interesse perseguite.
- Qualora le interrogazioni, istanze, petizioni, riguardino problemi sui quali già esistano pronunciamenti ufficiali del Comune, è consentito al Sindaco rispondere per rinvio ad essi, fornendone informazione. Qualora le interrogazioni, istanze, petizioni, presentate abbiano analogo oggetto, possono essere riunite in un unico atto di risposta.

ART. 8 INTERROGAZIONI
- Le interrogazioni sono rivolte al Sindaco per chiedere ragione su determinati comportamenti od aspetti dell'attività comunale, per i quali si ipotizzano altre soluzioni operative in grado di offrire miglior vantaggio alla comunità.

ART. 9 ISTANZE
- Le istanze sono rivolte al Sindaco per richiedere l'emanazione di un atto o di un provvedimento finalizzato a concretare situazioni di miglior vantaggio per la comunità.

ART. 10 PETIZIONI
- Le petizioni sono rivolte al Sindaco per attivare l'iniziativa del Comune su questioni di interesse della comunità



ART. 11 PRESENTAZIONE DELLE INTERROGAZIONI, ISTANZE, PETIZIONI
- Le interrogazioni, istanze, petizioni, sono redatte in forma scritta e devono essere sottoscritte con l'indicazione chiaramente leggibile del nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e numero civico, eventuale numero telefonico. In presenza di ragionevole dubbio si procede d'ufficio all'accertamento della veridicità della sottoscrizione ed in caso negativo non si dà corso alla risposta.
- In caso di pluralità di sottoscrittori, deve essere indicato il nominativo di un referente per l'invio della risposta.

ART. 12 ESAME DELLE INTERROGAZIONI, ISTANZE, PETIZIONI
- Il Sindaco (o l'Assessore da esso delegato) esamina le interrogazioni, istanze, petizioni, pervenute e le trasmette al Segretario Generale perché provveda, avvalendosi dei competenti Servizi comunali, all'istruttoria documentale ed alla formulazione dello schema di risposta. Qualora la specifica problematica richieda particolari valutazioni o rivesta notevole grado di interesse il Sindaco può sottoporre l'argomento alla valutazione della Giunta comunale o, sentita la Conferenza dei Capi Gruppo consiliari, inserirlo all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio Comunale. In tale ultimo caso viene data apposita comunicazione ai cittadini sottoscrittori, affinché possano intervenire alla seduta pubblica.
- La risposta del Sindaco alle interrogazioni, istanze, petizioni, deve essere trasmessa ai cittadini sottoscrittori entro il termine di trenta giorni dalla presentazione al protocollo comunale. Nel caso che della problematica venga investito il Consiglio Comunale, oppure nel caso che la problematica stessa richieda chiarimenti o precisazioni o un'istruttoria particolarmente complessa, il termine suindicato è elevato a sessanta giorni: dell'elevazione del termine è data tempestiva e motivata comunicazione ai cittadini sottoscrittori. Per le petizioni ed istanze, supportate da un numero rilevante di firme, si osservano le speciali procedure di cui al seguente art. 14 .

ART. 13 PROCEDURE PER ISTANZE E PETIZIONI QUALIFICATE
- Se i sottoscrittori dell’istanza o della petizione sono almeno in numero di 500 o qualora siano proposte da Comitati, Associazioni, da Associazioni di quartiere o di Frazione, la somma degli iscritti dei quali raggiunga il numero di 500, l’oggetto dell’istanza o petizione, completata l’istruttoria nei termini di cui al precedente articolo, viene iscritto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale nella prima seduta utile.
- Il firmatario indicato come referente viene invitato a presenziare e può prendere la parola durante la trattazione dell’oggetto;
- Il Consiglio Comunale, non oltre la seduta successiva a quella di trattazione, adotta la propria decisione in merito, assegnando, se l’affare è di competenza di un organo diverso, un termine non superiore a quindici giorni per provvedere;
- Su richiesta della Giunta o della conferenza dei Capigruppo o di almeno un quarto dei Consiglieri, l’istanza o la petizione, indipendentemente dal numero di firme, viene iscritta all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio successiva alla richiesta stessa.
- Per quanto riguarda il quorum richiesto sia per le istanze e petizioni qualificate e sia per l’iniziativa popolare di cui al successivo art. 16 e la richiesta di istruttoria pubblica, di cui al successivo art. 30, esso deve essere calcolato ed accertato tenendo conto del numero dei soggetti che hanno ufficialmente costituito o aderito ai Comitati, alle Associazioni ed alle Associazioni di Quartiere e di Frazione.




ART. 14 PUBBLICITA'
- Le interrogazioni, istanze, petizioni, sono depositate presso la Segreteria Generale e successivamente nell'Ufficio di Partecipazione, a libera visione del pubblico, unitamente alle successive risposte.
- Le interrogazioni, istanze, petizioni, sono annotate in apposito registro cronologico, contenente altresì gli estremi delle risposte, anch'esso a libera visione del pubblico.
- Le interrogazioni, istanze, petizioni sono pubblicate nei modi ed entro i tempi stabiliti dal regolamento sull’informazione

ART. 15 RAPPORTI AMMINISTRATORI CITTADINI
- Nella sede comunale, con provvedimento del Sindaco, sono individuati appositi locali nei quali gli Assessori Comunali ed i Consiglieri delegati dai Gruppi Consiliari, secondo un orario concordato e definito dal Sindaco, incontrano i cittadini (che ne hanno fatto richiesta) per affrontare con loro problemi di pertinenza dell'amministrazione comunale correlati agli interessi generali della comunità.
- La richiesta può essere attivata anche per via telefonica all’Ufficio di Partecipazione, che fissa la data e l'ora dell'incontro.

ART. 16 INIZIATIVA POPOLARE
- L’iniziativa popolare per l'adozione, da parte del Consiglio Comunale, di modifiche statutarie e di atti fondamentali è esercitata con le modalità previste dal presente regolamento.
- L'esercizio dell'iniziativa si concreta nella redazione di una proposta scritta, debitamente motivata e documentata e redatta in articoli qualora trattasi di norme regolamentari o statutarie, che deve essere sottoscritta (cognome, nome, data di nascita e residenza, chiaramente leggibili) da almeno trecento dei soggetti di cui all’art.1 del presente regolamento che con la sottoscrizione si costituiscono automaticamente in Comitato promotore e designano un responsabile dei rapporti con l'esterno.
- La proposta, dopo la sua redazione e sottoscrizione, viene inoltrata al Sindaco ed immediatamente depositata nella Segreteria generale e nell’Ufficio di Partecipazione a libera visione del pubblico.
- Il Sindaco accerta il numero e le regolarità delle sottoscrizioni e trasmette la proposta al Segretario Generale perchè provveda, avvalendosi dei competenti Servizi comunali, all'istruttoria documentale ed alla eventuale formulazione di uno schema di provvedimento. Terminata l'istruttoria il Sindaco, qualora non ritenga di dover rispondere negativamente motivando con la manifesta illegittimità del contenuto della proposta, inserisce la discussione dell'iniziativa, previa audizione della Conferenza dei Capi Gruppo consiliari, all'ordine del giorno dei lavori della prima seduta del Consiglio Comunale, che deve tenersi entro sessanta giorni dallo inizio del deposito della proposta presso la Segreteria Generale. Della convocazione della seduta consiliare è data immediata comunicazione al Comitato promotore (in persona del responsabile) perchè possa intervenire alla seduta pubblica. Il Consiglio Comunale delibera in merito, ampiamente motivando in caso di non accoglimento della proposta di iniziativa popolare.
- Copia della deliberazione divenuta esecutiva è trasmessa a cura del Servizio Segreteria Generale al responsabile del Comitato promotore.
- Qualora il Consiglio Comunale si sia espresso negativamente, non è ammissibile la riproposizione della proposta di iniziativa popolare se non dopo trascorso un anno dalla data della deliberazione.

REFERENDUM CONSULTIVO
ART. 17 DEFINIZIONE
1. Il referendum sottopone ai cittadini iscritti nelle liste elettorali uno o più quesiti, relativi al medesimo oggetto,
fino ad un massimo di sei, ciascuno dei quali consenta la scelta tra due o più alternative poste da ogni singolo
quesito, in relazione ad atti da assumere da parte degli organi comunali.
2. il quesito referendario:
a) deve riguardare materia di esclusiva competenza locale;
b) deve essere chiaro ed univoco e rispettare i principi di coerenza logica e i limiti imposti dall'ordinamento.
3. Il quesito deve essere completato con la formula "quale, fra le seguenti proposte, ritiene più idonea per", cui deve, parimenti, seguire l'esatta definizione dell'oggetto sul quale viene richiesto il referendum.

ART. 18 PROMOZIONE DEL REFERENDUM CONSULTIVO
I cittadini che intendono promuovere referendum,
costituiti in Comitato, composto da almeno duecento elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune debbono presentare richiesta al Sindaco.
2. La richiesta, redatta in carta libera, deve recare in calce la firma, la data e il luogo di nascita dei membri del Comitato promotore.
3. La richiesta deve, altresì, contenere in termini esatti la proposta che si intende sottoporre al referendum, e deve essere articolata in modo breve e chiaro e determinare la volontà univoca dei votanti.
4. La proposta di referendum viene sottoposta al giudizio di ammissibilità da parte della Commissione Affari Istituzionali che può riformulare il testo dei quesiti referendari, al fine di garantirne l'ammissibilità, nel rispetto degli intendimenti della Commissione e attenendosi ai criteri di cui al precedente articolo 10, comma 2, lett. b).
5. Sulla proposta di modifica deve essere sentito il Comitato Promotore. La decisione finale spetta alla Commissione.




ART. 19 RACCOLTA ED AUTENTICA DELLE FIRME
1. La raccolta delle firme è effettuata su fogli di carta libera, su cui viene stampato a cura dei promotori, il testo della proposta formulata nella richiesta di referendum dichiarata ammissibile dalla Commissione Affari Istituzionali.
2. I fogli di cui al comma 1 vengono previamente vidimati dal Segretario Generale o suo delegato e restituiti senza ritardo ai promotori del referendum.
3. L'elettore appone la propria firma nei fogli di cui al comma 1, scrivendo chiaramente nome e cognome, luogo e data di nascita e di residenza.
4. La firma deve essere autenticata da un notaio, dal Giudice conciliatore, dal Cancellerie della Pretura o del Tribunale, dal Segretario Generale o da un suo delegato, dal funzionario incaricato dal Sindaco, dal Sindaco, dagli Assessori, dal Presidente del Consiglio comunale, dai Presidenti e dai Vice Presidenti dei Consigli di Quartiere, nonché dai Consiglieri comunali che abbiano comunicato la propria disponibilità al Sindaco.
5. L'autenticazione deve recare l'indicazione della data in cui avviene e può essere unica per tutte le firme contenute in ciascun foglio. In tal caso deve indicare il numero delle firme raccolte.
6. L'autenticazione delle firme effettuata dal Segretario Generale o da suo delegato, dal funzionario incaricato dal Sindaco o dagli amministratori comunali è esente da spese.

ART. 20 CONSEGNA E DEPOSITO DEI PLICHI
1. Dopo la raccolta delle firme, il Comitato promotore provvede alla consegna dei plichi, con le sottoscrizioni raccolte, alla Segreteria Generale entro tre mesi dalla data della prima vidimazione dei fogli da parte dell'Ufficio
medesimo.
2. Del deposito dei plichi viene rilasciata ricevuta da parte della Segreteria Generale.

ART. 21 INDIZIONE
1. Il referendum viene indetto dal Sindaco, verificata la validità del numero delle firme necessarie, se sono state raccolte almeno tremila firme ritenute valide appartenenti ad elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune.
2. Il Sindaco provvede ad assicurare la più ampia pubblicità allo svolgimento del referendum, anche con manifesti da affiggersi almeno trenta giorni prima della consultazione elettorale.
3.La Giunta comunale stabilisce gli spazi da destinare all'affissione referendaria individuandoli, di norma, tra quelli utilizzati per le pubbliche affissioni e garantendo parità di trattamento fra tutti gli aventi diritto. A tali spazi possono accedere il Comitato promotore, il Sindaco, i partiti e i gruppi politici rappresentati in Consiglio
comunale.

ART. 22 PRESENTAZIONE DI PIÙ RICHIESTE
1. Qualora, successivamente alla richiesta di referendum, siano presentate altre richieste inerenti al medesimo oggetto, prima che sia intervenuta la verifica di ammissibilità da parte del Comitato di cui all'art. 12, il Sindaco trasmette le richieste successive al Comitato medesimo per valutare, d'intesa con i Comuni promotori, la eventuale unificazione delle proposte ed una eventuale riformulazione dei quesiti.
2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, qualora non si raggiunga un accordo, il Comitato può procedere d'ufficio alla formulazione di quesiti congiunti; in tal caso ciascun Comitato promotore può dichiarare di rinunciare alla richiesta di referendum.
3. Il Sindaco, prima dell'indizione del referendum, verifica che non siano state depositate richieste di referendum sul medesimo o altro oggetti.
4. Qualora risultino presentate richieste referendarie su oggetti diversi, le cui procedure possano concludersi entro il 31 dicembre, il Sindaco ha facoltà di procrastinare l'indizione del referendum, al fine di consentire la pronuncia degli elettori eventualmente su più quesiti, nell'unica tornata referendaria annuale, prevista dall'art. 7, comma 6, dello Statuto.
5. Ove vengano depositate richieste referendarie in numero superiore a sei, il referendum medesimo viene indetto relativamente alle prime sei richieste dichiarate ammissibili dal Comitato dei garanti, rinviando le ulteriori richieste alla tornata referendaria successiva, con diritto di priorità.

ART. 23 SEGGI REFERENDARI
1. I seggi referendari vengono individuati con provvedimento del Sindaco, e dislocati in ciascun quartiere.
2. Ciascun seggio è composto da un responsabile e da un numero di dipendenti comunali, idoneo ad espletare le operazioni di voto, nominati dal sindaco.
3. Il responsabile del seggio assicura il corretto svolgimento del procedimento referendario, garantendo la tutela della riservatezza e la non identificazione del voto.

ART. 24 RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
1. Il responsabile del procedimento referendario, nominato dal Sindaco, sovrintende e coordina tutte le fasi del procedimento medesimo, in collaborazione con i settori interessati.
2. In particolare, il responsabile del procedimento:
a) si avvale degli altri uffici;
b) assegna il personale comunale ai seggi per garantire la regolarità delle operazioni elettorali;
c) predispone le misure opportune per garantire la sorveglianza dei seggi, anche a mezzo della Polizia municipale.
3. Nell'ipotesi di cui al successivo articolo 19, comma 4, lett.) b) e c), viene nominato dal Sindaco un responsabile della fase del procedimento che si svolge informaticamente, individuato tra il personale del Centro elaborazione dati, il quale garantisce la memorizzazione informatica dei votanti, la regolarità delle procedure di spoglio, la sicurezza dei dati relativi ai votanti e allo spoglio.

ART. 25 DISCIPLINA DELLE VOTAZIONI
1.Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune, risultanti dall'ultima revisione o che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno di votazione.
2.La votazione si svolge a suffragio universale, con voto personale, libero, segreto.
3.Agli aventi diritto al voto viene inviata apposita comunicazione con l'indicazione del seggio o dei seggi referendari dove possono esercitare il diritto di voto. Tale comunicazione può essere sostituita con altra idonea forma di pubblicità, anche a mezzo della pubblicazione di manifesti, nella ipotesi di cui al successivo comma 4,
lett. b) e c).
4. Il voto può essere espresso:
a) attraverso scheda di carta su cui sono stampati integralmente i quesiti referendari;
b) attraverso una tastiera, situata all'interno dei seggi, predisposta per consentire all'elettore di votare elettronicamente;
c) attraverso sportelli multifunzione, mediante l'uso di carte telematiche.
5. Nel caso di votazione su più quesiti referendari, le schede devono essere di colore diverso. Nelle ipotesi di cui alle lettere b) e c)del comma precedente, l'elettore deve poter visualizzare distintamente, sulla scheda o sullo schermo, il quesito o i quesiti referendari.
6. Nell'ipotesi di cui al comma 4, lett. a), l'elettore vota tracciando sulla scheda, con apposita matita, un segno sulla risposta da lui prescelta e, comunque, nel rettangolo che la contiene.
7. Le operazioni di voto si svolgono nell'arco di una o più giornate, fino a un massimo di tre giorni, comprensivi di una domenica, secondo quanto stabilito nell'atto di indizione.
8. Durante tale periodo, il responsabile del seggio cura la custodia delle schede e dei materiali elettorali. A tal fine, il responsabile del procedimento con proprio atto individua la dotazione di ciascun seggio, i luoghi dove possono essere conservati i materiali elettorali, onde garantire la sicurezza e la riservatezza delle schede.
9. Gli elettori vengono identificati attraverso un documento di identità, attraverso la conoscenza diretta, attraverso la carta telematica, nelle ipotesi di cui al precedente comma 4, lett. b) e c), in qualunque delle postazioni a ciò abilitate.

ART. 26 OPERAZIONI DI SCRUTINIO
1. Il responsabile del procedimento, al termine delle operazioni di voto, accerta il numero dei votanti.
2. Le operazioni di scrutinio hanno inizio comunque non oltre le ventiquattro ore dopo la chiusura delle urne e proseguono sino alla conclusione dello spoglio. Di tali operazioni viene redatto apposito verbale, sottoscritto, dal responsabile del seggio e da coloro che abbiano svolto le operazioni di scrutinio, da trasmettersi al responsabile del procedimento.
3. I rappresentanti di ciascun comitato promotore possono assistere alle operazioni di voto e di scrutinio presso i seggi, nonché le operazioni dell'Ufficio comunale per il referendum.
4. Nelle ipotesi di cui al precedente articolo 19, comma 4, lett. b) e c), il responsabile di cui al precedente articolo 18 , comma 2, provvede a trasmettere il verbale dello scrutinio, effettuato presso il Centro di elaborazione dati, al responsabile del procedimento.

ART. 27 PROCLAMAZIONE DEI RISULTATI
1. Sulla base dei verbali di scrutinio trasmessi da tutti i seggi, il responsabile del procedimento, avvalendosi di almeno due persone dallo stesso individuate, procede alla verifica dei risultati.
2. Delle operazioni di cui al comma 1 è redatto verbale in tre esemplari, di cui uno resta depositato presso la Segreteria generale, uno trasmesso al Sindaco, per la proclamazione dei risultati del referendum e uno depositato presso l’ufficio comunale per i referendum.
3. Il responsabile del procedimento trasmette al Sindaco gli eventuali reclami relativi alle operazioni di voto e/o di scrutinio, presentati, prima della proclamazione dei risultati, a se medesimo o al responsabile del seggio.
4. Il Sindaco giudica della fondatezza e della rilevanza dei reclami, avvalendosi, ove lo ritenga opportuno, di un parere consultivo della Commissione Affari Istituzionali, e proclama il risultato della consultazione.
5. Contro la proclamazione del risultato, la Commissione Affari Istituzionali per il referendum può presentare entro sette giorni alla Commissione motivata istanza di revisione. La commissione dei garanti si pronuncia tempestivamente e comunque non oltre i successivi quindici giorni. Il Sindaco si pronuncia in via definitiva in ordine ai risultati del referendum.
6.la Commissione esercita la vigilanza nell'ipotesi di votazione prevista al precedente articolo 19, comma 4, lett.) b) e c), rispondendone al Sindaco e al Consiglio.

ART. 28 DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO
1. Indipendentemente dal numero dei cittadini che ha partecipato al voto, il Consiglio comunale entro sei mesi dalla proclamazione dei risultati, si pronuncia sull'oggetto del referendum, ai sensi dell'art. 7, comma 5, dello Statuto del Comune.





FORME DI PARTECIPAZIONE COLLETTIVA ALLA ELABORAZIONE
E ALLA VERIFICA DELLE POLITICHE COMUNALI

ISTRUTTORIA PUBBLICA
ART. 29 INDIZIONE
L'istruttoria pubblica viene indetta, nei procedimenti amministrativi di
elaborazione di atti normativi e a contenuto generale:
a) su proposta della Giunta;
b) su proposta di due capigruppo del Consiglio comunale o di un terzo dei consiglieri;
d) su richiesta di cinquecento soggetti di cui all’art.1 del presente Regolamento.

ART. 30 RICHIESTA DI ISTRUTTORIA PUBBLICA
1. Le associazioni, i comitati e i gruppi di cittadini di cui all’art. 1 del presente Regolamento, portatori di un interesse non individuale, possono presentare al Sindaco una richiesta di indizione di istruttoria pubblica.
2. La richiesta, scritta e motivata, deve essere sottoscritta da almeno mille persone che siano titolari dei diritti di partecipazione, ai sensi dell'art. 1 del presente regolamento.
3. La raccolta delle firme è effettuata su fogli di carta libera, vidimata dal Segretario Generale o suo delegato, sui quali è indicato il procedimento amministrativo per cui viene richiesta l'istruttoria pubblica.
4. Ove sia espressamente richiesto da un gruppo, comitato o associazione portatrice di interessi non individuali, i fogli di cui al comma 3, vengono tenuti a disposizione dei cittadini per la sottoscrizione della richiesta, durante l'orario di ufficio, secondo le indicazioni del responsabile del procedimento.
5. I promotori appongono la propria firma nei fogli di cui al comma 3, scrivendo chiaramente nome e cognome, luogo e data di nascita e di residenza, in presenza di un funzionario a ciò delegato del Sindaco, degli Assessori, del Presidente del Consiglio comunale, nonché di un Consigliere comunale che abbia comunicato la propria disponibilità al Sindaco, che procede all'identificazione dei sottoscrittori.
6. I fogli comprendenti le firme dei sottoscrittori vengono ritirati dal legale rappresentante dell'entità associativa che ha richiesto la raccolta delle firme presso il Municipio.
7. Verificata la regolarità delle firme presentate e il numero minimo previsto, il responsabile del procedimento trasmette al Presidente del Consiglio comunale il fascicolo con la richiesta di istruttoria pubblica per la decisone da parte del Consiglio.

ART. 31 PUBBLICITÀ
1. Dopo l'esecutività della deliberazione consiliare di ammissione dell'istruttoria pubblica, l'Amministrazione con idonei mezzi dà avviso alla popolazione dell'istruttoria medesima, convocata a cura del Segretario Generale, indicando la data e il luogo della prima seduta, da tenersi entro due mesi dalla pubblicazione dell'avviso stesso.
2. In ogni caso l'avviso di istruttoria è pubblicato su almeno due quotidiani di cui uno a carattere locale.
3. Le istruttorie sono pubblicate nei modi ed entro i tempi stabiliti dal regolamento sull’informazione


ART. 32 MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL'ISTRUTTORIA
1. Le sedute relative all'istruttoria pubblica sono convocate dal Presidente del Consiglio comunale o suo delegato, che svolge funzioni di presidenza della seduta, e si tengono nella sala del Consiglio comunale. Delle sedute relative all'istruttoria vengono redatti processi verbali, sottoscritti dal Segretario Generale o suo delegato e dal funzionario verbalizzante.
2. Gli interventi delle associazioni, dei comitati, dei gruppi, rappresentati da loro responsabili o delegati, sono preceduti da una sintetica illustrazione tecnica della questione oggetto dell'istruttoria.
3. I presenti possono presentare relazioni scritte che vengono acquisite agli atti del procedimento.
4. A conclusione dell'ultima seduta, il Presidente del Consiglio comunale dichiara chiusa la fase dell'istruttoria pubblica. Viene quindi predisposta, a cura del medesimo Presidente, una relazione che viene trasmessa entro sessanta giorni al Consiglio comunale, che l'acquisisce come base del dibattito relativo all'oggetto dell'istruttoria pubblica, da concludersi entro i successivi sessanta giorni.
La Giunta, nel corso del dibattito consiliare, esprime le ragioni che eventualmente la inducano a discostarsi dalle proposte recepite dalla relazione.

ART. 33 CONFERENZA DI SERVIZI
Al fine di migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa il Sindaco promuove, in forma pubblica, periodiche conferenze di servizi, aperte alla partecipazione di organizzazioni sindacali e di categoria, di associazioni e gruppi di cittadini interessati, che hanno per obiettivo l’esame dell’effettiva incidenza delle politiche dell’Amministrazione con riguardo a particolari settori d’intervento ed allo sviluppo di attività di pianificazione, di programmazione e di controllo.
Alla Conferenza sono invitate le associazioni, gli enti, le organizzazioni sindacali ed eventualmente altre pubbliche amministrazioni interessate alle attività dello specifico settore.

ART. 34 INFORMAZIONE
1. A cura della Segreteria Generale viene assicurata ampia informazione sull'oggetto della Conferenza di Servizi a ciascun soggetto indicato.
2. La documentazione relativa alla Conferenza viene messa a disposizione dei soggetti invitati almeno 15 giorni prima della data fissata per la Conferenza.
3. A tali soggetti viene riconosciuto ampio diritto di informazione e di acquisizione di documentazione, anche tecnica, negli uffici competenti.

ART. 35 LAVORI DELLA CONFERENZA
1. La Conferenza si svolge nella sala del Consiglio comunale o in altro luogo idoneo indicato nell'avviso di convocazione spedito a cura della Segreteria Generale.
2. Il Sindaco o un suo delegato svolge le funzioni di Presidente e dirige i lavori all'ordine del giorno.
3. Il verbale della seduta, sottoscritto dal Sindaco o dal suo delegato e dal Segretario Generale, viene inviato agli assenti, insieme alla convocazione per la seduta successiva.
4. Dei risultati della Conferenza di Servizi viene stesa una relazione finale da trasmettersi ai settori interessati e ai soggetti che hanno preso parte al procedimento.

DISPOSIZIONI FINALI
ART. 36 VIOLAZIONI
1. I casi di inottemperanza da parte di amministratori o funzionari comunali alle disposizioni di cui al presente Regolamento, particolarmente per quanto concerne i tempi di risposta, sono segnalati al Segretario Generale, che semestralmente ne cura l'elenco, anche ai fini dell’applicazione dell’art. 7, L. 69/09.
2. Tale elenco viene affisso all'Albo comunale e comunicato all’Ufficio di Partecipazione ed al Consiglio.
3. Nella determinazione dei premi di incentivazione ai funzionari, la Direzione Generale tiene conto dei casi di cui al comma 1 del presente articolo.

ART. 37 VERIFICA DELL'ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO
1. Ogni sei mesi il Presidente del Consiglio verifica l'attuazione e l'efficacia degli strumenti di partecipazione previsti dal presente Regolamento, avvalendosi dell'apporto delle associazioni iscritte, dei Comitati e delle Associazioni di quartiere o di frazione.


Allegati

SCHEMA STATUTO ASSOCIAZIONE DI QUARTIERE O DI FRAZIONE
ATTO COSTITUTIVO DELL’ASSOCIAZIONE DI QUARTIERE O DI FRAZIONE
Art. 1 – Costituzione, finalità e durata dell'Associazione
E’ costituita L'Associazione senza fini di lucro di quartiere…., in seguito denominata Associazione.
Per essere validamente costituita, l’Associazione è composta da almeno 100 iscritti di età non inferiore ai sedici anni residenti o domiciliati nell’ambito territoriale di riferimento.
L'Associazione ha le seguenti finalità:
- favorire il concorso della comunità al processo di formazione delle decisioni;
- contribuire propositivamente alla migliore gestione del patrimonio pubblico e delle risorse collettive presenti nel territorio di riferimento.
L’Associazione ha la durata di … anni.
Art. 2 - Delimitazione territoriale dell’Associazione
L'Associazione esercita la propria attività con riferimento all'ambito territoriale del quartiere di ….., (o della Frazione di ……), individuato in …….
Art. 3 - Funzione dell'Associazione
L’Associazione svolge le seguenti funzioni:
- esprime pareri consultivi non vincolanti, su propria iniziativa o su richiesta dell'Amministrazione Comunale, e presenta all'Amministrazione Comunale istanze, suggerimenti e proposte su temi di interesse della comunità;
- promuove, organizza e gestisce iniziative di carattere culturale, ricreativo e sociale organizzando incontri, dibattiti, approfondimenti, ed utilizzando ogni strumento ritenuto idoneo a far meglio partecipare la comunità di riferimento alla vita amministrativa della città;
- ha la possibilità di gestire, mediante apposite convenzioni con l'Amministrazione Comunale, aree e strutture di proprietà comunale esistenti nell'ambito del territorio di riferimento garantendo la fruizione di detti beni a tutti i cittadini.
Art. 4 – Organi dell’Associazione, loro composizione ed attribuzioni
Sono organi dell'Associazione l’Assemblea, il Consiglio e il Coordinatore.
L’Assemblea persegue le finalità dell’Associazione, si riunisce almeno due volte all'anno e comunque ogni volta ve ne sia l'opportunità o la necessità.
L'Assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno il 50 % degli iscritti all’Associazione.
All’Assemblea partecipano con diritto di parola tutti i cittadini residenti o domiciliati nel quartiere, mentre partecipano alle decisioni dell’Assemblea i soli cittadini iscritti all’Associazione.
Le decisioni dell’Assemblea vengono espresse mediante voto palese per alzata di mano.
I temi discussi dall’Assemblea e le eventuali deliberazioni assunte trovano evidenza in un verbale redatto per sintesi a cura del Coordinatore o di un suo delegato.
In prima convocazione l’Assemblea è convocata dal Sindaco o da un suo delegato.
Il Consiglio è composto da 5 componenti individuati democraticamente all’interno degli iscritti all’Associazione.
Il Consiglio si riunisce in via ordinaria su convocazione d’iniziativa del Coordinatore o in via straordinaria su richiesta al Coordinatore di almeno tre dei suoi componenti.
La convocazione avviene a cura del Coordinatore, in questo anche coadiuvato dall’Assessorato alla Partecipazione, almeno tre giorni prima della data fissata per la riunione; in caso di urgenza il Coordinatore convoca il Consiglio con preavviso di un giorno sulla data dell'incontro.
Le riunioni del Consiglio sono pubbliche e chiunque può assistervi senza diritto di parola, salvo diversa decisione del Consiglio.
Il Consiglio dà mandato al Coordinatore di convocare l'Assemblea in via ordinaria, elabora il programma delle attività dell'Associazione, realizza dette attività anche avvalendosi degli iscritti all’Associazione, approva le eventuali convenzioni con l'Amministrazione Comunale per la gestione di strutture pubbliche.
Il Consiglio può promuove la costituzione ed il funzionamento di appositi gruppi di lavoro consultivi su determinate materie o attività; e di tali gruppi di lavoro possono far parte tutti i cittadini del territorio di riferimento. Il Consiglio può delegare uno o più dei propri membri a seguire le attività dei gruppi di lavoro.
Il Consiglio individua democraticamente al proprio interno il Coordinatore.
I temi discussi dal Consiglio e le eventuali deliberazioni assunte trovano evidenza in un verbale redatto per sintesi a cura del Coordinatore o di un suo delegato.
Consiglieri e Assessori comunali, provinciali e regionali non possono far parte del Consiglio.
Il Coordinatore è il rappresentante legale della Associazione, convoca e presiede il Consiglio, convoca e presiede e l'Assemblea.
Il Coordinatore convoca l'Assemblea in via ordinaria su mandato del Consiglio o in via straordinaria su richiesta scritta al Coordinatore stesso di almeno 25 aderenti; la convocazione dell’Assemblea avviene a cura del Coordinatore, in questo anche coadiuvato dall’Assessorato alla Partecipazione, almeno tre giorni prima della data fissata, mediante avviso pubblico da affiggere, ben visibile, in più punti del territorio di riferimento. Il Coordinatore dà sempre notizia della convocazione dell'Assemblea all'Amministrazione Comunale e, tramite quest’ultima, alla stampa locale.
In qualità di legale rappresentante dell’Associazione, il Coordinatore risponde dei beni avuti in gestione dall'Amministrazione Comunale.
Il Coordinatore incentiva la partecipazione dei cittadini all’Associazione e si rapporta costantemente con l’Assessorato alla Partecipazione.
Consiglieri e Assessori comunali, provinciali e regionali non possono essere eletti Coordinatore.

ADESIONI CORTEO DEL 16 GIUGNO

ADESIONI MANIFESTAZIONE CITTADINA 16 GIUGNO

Assemblea cittadina permanente di Piazza Duomo

Comitato familiari vittime casa dello studente, Comitato 3e32, L’Aquila città futura, Cittadini per i cittadini, Rete AQ, Collettivo 99, Epicentro Solidale, Eva Pescomaggiore, Un manifesto per L’Aquila, Tempera Onlus, Salviamo Paganica,Movimento Terra,La Ciudad
Università dell’Aquila

COMUNI:

L’Aquila
Barisciano
Bussi sul Tirino (PE)
Castel del Monte
Castelvecchio Calvisio
Collarmele
Cugnoli (PE)
Fossa
Lucoli
Montereale
Pizzoli
Popoli (PE)
Prata D’Ansidonia
Rocca di mezzo
San Demetrio
San Pio delle camere
Tornimparte
Torre dei passeri (PE)
Villa Sant’Angelo

SINDACATI ed ORGANIZZAZIONI

Unione degli Universitari
CGIL,CISL,UIL,UGL,CIDEL,COISP,COBAS AMA,COBAS SCUOLA,COBAS REGIONALE FUNZIONE PUBBLICA E TRASPORTI
Lavoratori AMA

ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA:
CIA
Ordine dei commercialisti
Edicolanti Aquilani
Cooperfidi
Federazione della sinistra
P.R.C.,P.D.,P.D.C.I.
IMPRENDITORI:
AbruzzoAmbiente
Consorzio Lacom
DG Promotion
Enobar
Fabiani & co. Stampatori
Finges Credit s.r.l.
Fratelli Nurzia
Pizzeria Gran Sasso
Professional Service
Tontoranelli
Zaffiri Spartaco eredi

UNITI CE LA FAREMO

IL FUTURO O SARA' DI TUTTI O NON SARA'

ROMA 7 LUGLIO

GRANDE MANIFESTAZIONE A ROMA 7 LUGLIO

S.ospensione di tasse e tributi
O.ccupazione
S.ostegno all’economia
CHIEDIAMO UN FUTURO PER IL NOSTRO TERRITORIO

NON PRIVILEGI MA EQUITA’ E DIRITTI

NON PIU’ PROPAGANDA E CENSURA MA CORRETTA INFORMAZIONE

DIRITTO SANCITO DALL'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE

COME HANNO TRATTATO L'AQUILA E' INDICATIVO DI COME SI AGISCE SUGLI ITALIANI


IL FUTURO O SARA' PER TUTTI O NON SARA'

Partenza da L'Aquila ore 7:00 da Campo sportivo Acquasanta, Terminal Collemaggio, Campo sportivo Centi Colella.

Incontro generale a Roma alle 10:00 in Piazza Venezia per recarci a Montecitorio,la manifestazione poi si sposterà nei pressi del Senato
CI VESTIREMO DI BIANCO PER SIMBOLEGGIARE
LA NOSTRA CITTA' FANTASMA
E TUTTE LE SITUAZIONI IRRISOLTE CHE NON VENGONO RESE NOTE
Info e prenotazione autobus /328-8789367 / 339-7724597/ 328-3712868 /348-6950244/ 0862-204406

ADESIONI
Assemblea cittadina permanente di Piazza Duomo

Comitato familiari vittime casa dello studente, Cittadini per i cittadini, Comitato 3e32, L’Aquila Città Futura, Animammersa, Rete AQ, Collettivo 99, Epicentro Solidale, Eva Pescomaggiore, Un manifesto per L’Aquila, Tempera Onlus, Salviamo Paganica,

COMUNI

L’Aquila, Barisciano,Scoppito, Bussi sul Tirino (PE), Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Collarmele, Cugnoli (PE), Fossa, Lucoli, Montereale, Pizzoli, Popoli (PE), Prata D’Ansidonia, Rocca di Mezzo, San Demetrio, San Pio delle Camere, Tornimparte, Torre de i passeri (PE), Villa Sant’Angelo
Acciano,, Caporciano, , Castelvecchio Calvisio, , Castelvecchio Subequo, Collarmele, Cugnoli, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Navelli, Ocre, Ofena, Penna S. Andreai, Poggio Picenze, Rocca di Cambio, S. Eusanio Forconese, S. Stefano di Sessanio,
Avezzano: info 334 9697278

LA PROVINCIA DELL’AQUILA

L'UNIVERSITA' DELL'AQUILA

Arcidiocesi di L'Aquila - sede metropolitana - La diocesi aderisce alla manifestazione S.O.S.

SINDACATI ed ORGANIZZAZIONI

Unione degli Universitari, CGIL, CISL, UIL, UGL, CISAL, Sindacato Polizia COISP,Federazione della sinistra, P.R.C., P.D., P.D.C.I., Sinistra Ecologia e Libertà,Sinistra critica Latina, Civitavecchia, Pescara, Teramo, Napoli,Roma
segreteria nazionale sindacato USI/RdB-Ricerca

ORGANIZZAZIONI, ASSOCIAZIONI

Ordine dei Dottori commercialisti e Esperti contabili, Lapet (Associazione nazionale tributaristi) Camera di Commercio CCIAA, Confindustria, Comitato piccola industria di CONFINDUSTRIA, ANCE L’Aquila, Apindustria-Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, Casa Artigiani, Coldiretti, CIA, CIDEC, Cooperfidi, UNCI, Associazione I love AQ,
CSVAQ,Movimento Terra, La Ciudad,Spazio Libero 51, , Abruzzo film Commision, Coordinamento associazioni immigrati L’Aquila, AbruzzoAmbiente, Consorzio Lacom, DG Promotion, Enobar, Fabiani & co. Stampatori, Finges Credit s.r.l., Fratelli Nurzia, NRG SYS, One Group s.r.l., Professional Service, Tontoranelli, Zaffiri Spartaco eredi

Senatori Abruzzesi IDV:
Lannutti Elio, Carlino Giuliana, Mascitelli Alfonso.
.
ADESIONI NAZIONALI

L’Associazione “Cittadini Italiani per L’Aquila”
L'associazione "Radio Aut
Redazione del quotidiano on-line "Il Megafono Quotidiano" e di "La Nuova Rivista Letteraria", organo della casa Editrice ALegre
Agende Rosse
Movimento 5 Stelle
Associazione Giuristi Democratici (GD) di Roma
A Sud Ecologia e Cooperazione Onlus
Centro Internazionale Crocevia
Associazione Rurale Italiana
Servizio Civile Internazionale Italia
Il popolo Viola
Movimento 5 Stelle


CORTEO DI MANIFESTAZIONE CITTADINA DEL 16 GIUGNO

Circa in 20 mila tra cittadini, forze sociali, istituzioni rappresentative di tutto il territorio del cratere e di tutte le forze politiche, attraversano la città, sfilano per chilometri sotto il sole e bloccano l’autostrada per un’ora e trenta facendo saltare anche le corse degli autobus per e da Roma. Un'adesione unitaria mai vista prima

LA STAMPA NAZIONALE NON RITIENE DEGNA DI NOTA LA NOTIZIA.

Nella puntata di Matrix Gianna Nannini prova a farlo notare ma viene fatta tacere
22 GIUGNO
Il sindaco invita i direttori delle testate e i giornalisti a visitare il centro storico e a non spegnere i riflettori
24 GIUGNO

Le bandiere nero verdi( NERO del lutto e VERDE della speranza)simbolo della città, arrivano a Roma insieme al Consiglio Comunale sotto Palazzo Madama prima e sotto i palazzi Rai,poi,appoggiate da
Federazione Nazionale della Stampa, Articolo 21, Valigia Blu, Popolo delle agende rosse, Nuova Resistenza di Sonia Alfano.

INIZIATIVE DELL'ASSOCIAZIONE

I posti della Caserma Campomizzi ancora non sono stati utilizzati

REGOLAMENTO PER LA TRASPARENZA E L'INFORMAZIONE

Regolamento per l'Informazione e la trasparenza attraverso il sito internet del
Comune dell'Aquila
Art. 1 - Oggetto del regolamento
1. Il presente regolamento disciplina le procedure informative del Comune dell’Aquila verso i
cittadini e fornisce indicazioni per migliorare la qualità delle attività d'informazione e di
comunicazione nel rispetto delle disposizioni di legge riportate nel successivo articolo 9.
Art 2 - Obiettivi e finalità
1. Contribuire a dare concreta attuazione ai principi di trasparenza, semplificazione, efficienza
dell'attività amministrativa e garantire al contempo i diritti all'uso delle tecnologie
dell'informazione, della comunicazione e la partecipazione democratica dei cittadini.
2. Promuovere attraverso la rete la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio artistico,
culturale e ambientale del territorio.
3. Promuovere attraverso la creazione di info-point territoriali l'informazione e la relazione con
la cittadinanza.
4. Promuovere l'accesso libero e gratuito alla rete internet per tutta la popolazione come diritto
base di cittadinanza.
5. Favorire le relazioni e la collaborazione tra la Pubblica Amministrazione e la collettività allo
scopo di innovare e migliorare la qualità dei servizi offerti e contribuire allo sviluppo socioeconomico
della comunità.
Art. 3 - Funzioni
1. I servizi e gli uffici del Comune hanno accesso riservato alle aree e sezioni del sito
istituzionale di propria competenza con l'obbligo di pubblicare e aggiornare le informazioni,
gli atti ed i documenti che hanno rilevanza pubblica, nel rispetto della normativa sulla
riservatezza dei dati personali.
2. Le attività di aggiornamento del sito internet sono curate da apposita Unità operativa.
3. Il coordinamento di tutte le attività di pubblicazione e aggiornamento del sito internet è
demandato al Responsabile dell’Unità operativa.
4. L’Unità operativa svolge in particolare le seguenti funzioni:
a) promuove la piena integrazione del sito Internet comunale con la rete interna
(intranet) degli uffici e con gli uffici stessi allo scopo di favorire l'aggiornamento
costante di dati e informazioni;
b) promuove l'integrazione del sito internet del Comune con quelli degli altri Enti
istituzionali territoriali (comuni, Comunità Montana, Provincia, Regione, ecc.)
c) diffonde e sostiene l'uso consapevole, da parte del personale degli uffici comunali,
delle opportunità e degli strumenti offerti dalle tecnologie dell'informazione.
Art. 4 - Contenuti informativi essenziali
1. Attraverso il sito internet vengono pubblicati e costantemente aggiornati gli atti e le
informazioni di seguito elencati che costituiscono i contenuti minimi essenziali al rispetto
degli obblighi di informazione, comunicazione, trasparenza e partecipazione democratica
del Comune nei riguardi della collettività.
2. Gli atti e le disposizioni da rendere accessibili sul sito sono:
a) le deliberazioni, le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni e gli ordini del
giorno del Consiglio Comunale;
b) i documenti di programmazione economico-finanziaria (bilancio annuale e
pluriennale, PEG, ecc.);
c) i documenti di programmazione urbanistica (PRG, particolareggiati, varianti,
Piani di ricostruzione e recupero etc.);
d) le deliberazioni della Giunta Comunale;
e) le ordinanze;
f) i bandi di gara e i concorsi con i rispettivi esiti (soggetti aggiudicatari, progetti
vincitori, ecc.);
g) le determinazioni dirigenziali;
h) i permessi di costruire;
i) la nomina, la designazione e la revoca di rappresentanti dell'ente presso altri enti,
aziende, istituzioni;
j) i regolamenti comunali;
k) i documenti di bilancio delle aziende, istituzioni, dei soggetti pubblici e degli enti
partecipati dal Comune che gestiscono servizi pubblici comunali;
l) gli atti la cui pubblicazione è obbligatoriamente stabilita da norme di legge.
3. I dati e le informazioni da rendere accessibili sul sito sono:
a) Calendario dei lavori del Consiglio (Aula e commissioni), trascrizione della
discussione delle sedute del Consiglio Comunale, eventuale diretta audio/video
online e registrazione delle sedute del Consiglio Comunale, informazioni relative
a Sindaco, Giunta e Consiglio: dati personali, incarichi, date di inizio e fine
mandato, recapiti;
b) informazioni relative agli uffici: l'organigramma, l'articolazione degli uffici;
c) informazioni relative ai procedimenti: il nome del responsabile e l'unità
organizzativa responsabile dell'istruttoria e quanto previsto dalla Legge n.241 del
7 agosto 1990;
d) l'elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali attive,
specificando anche se si tratta di una casella di posta elettronica certificata di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68;
e) le pubblicazioni di cui all'articolo 26 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché i
messaggi di informazione e di comunicazione previsti dalla legge 7 giugno 2000,
n. 150;
f) l'elenco dei servizi forniti in rete già disponibili e dei servizi di futura attivazione,
indicando i tempi previsti per l'attivazione medesima;
g) il programma di mandato con cui il Sindaco in carica è stato eletto;
h) dichiarazione dei redditi, posizione professionale e patrimoniale degli eletti.
4. I dati pubblici, di cui sopra, sono fruibili in rete gratuitamente e senza necessità di
autenticazione informatica. Per ogni pagina e sezione del sito sono resi disponibili dei
formati standard e aperti per la distribuzione di contenuti web (feed XML).
5. Gli atti e le informazioni di cui sopra sono pubblicati sul sito internet dell'ente
contestualmente alla loro adozione da parte dell'organo competente e comunque non oltre le
48 (quarantotto) ore successive alla loro pubblicazione ufficiale.
6. Il Responsabile dell’Unità operativa garantisce che le informazioni contenute nel sito web
siano conformi e corrispondenti alle informazioni contenute nei provvedimenti
amministrativi originali dei quali si fornisce comunicazione tramite il sito Internet.
7. L’Unità di Lavoro provvederà ad assicurare che il sito Internet del Comune dell’Aquila,
rispetti i principi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte
delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità,
semplicità dì consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità.
8. Inoltre, ai fini di monitorare e migliorare nel tempo la qualità dei servizi offerti l’Unità
operativa provvede a realizzare periodiche rilevazioni del gradimento dei cittadini, almeno
una volta l’anno, dei servizi on-line attraverso differenti strumenti e canali:
a) questionari da erogare in modalità multicanale tramite sito web, uffici, sportelli,
posta, fax, e-mail, etc.
b) analisi, continua nel tempo, delle statistiche e dei dati relativi ai comportamenti di
navigazione degli utenti del sito istituzionale;
Art. 5 - Strumenti per il dialogo, la consultazione e la partecipazione dei cittadini
1. Un apposito Regolamento determina le forme di dialogo e consultazione dei cittadini
specificando modi e metodi affinché ogni abitante possa su ogni atto esprimere la propria
opinione e le proprie valutazioni.
Art. 6 – Utilizzo della posta elettronica istituzionale
1. I Dirigenti dei singoli uffici provvedono a dotare tutti i dipendenti di una casella di posta
elettronica istituzionale e ad attivare apposite caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC)
istituzionali affidate ai responsabili degli uffici.
2. Gli uffici e i singoli dipendenti procedono alla lettura della corrispondenza elettronica e
rispondono ai messaggi di propria competenza compatibilmente con le esigenze di servizio,
adottando gli opportuni metodi di conservazione della stessa.
3. Ai fini della comunicazione interna, si raccomanda l'utilizzo in modo prevalente della posta
elettronica, quale mezzo di trasmissione sostitutivo o integrativo di quelli già
ordinariamente utilizzati, secondo quanto previsto dall'articolo 14 del "Testo Unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa",
approvato con D.P.R. 28/12/2000, n. 445.
Art. 7 - Sicurezza di dati e informazioni
1. Ai fini e per gli obiettivi del presente regolamento, la competente Unità operativa provvede
alla gestione degli apparati e/o dei servizi informatici e telematici rivolti all'adozione di
idonee e preventive misure di sicurezza del sistema informativo utilizzato per la gestione del
sito Internet istituzionale.
2. I documenti informatici e/o le informazioni trattate con strumenti informatici e relative al
sito web istituzionale, devono essere custoditi e controllati con modalità tali da ridurre al
minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato o non consentito o non
conforme alle finalità dell'Ente. Inoltre, il patrimonio informativo, presente nel sito Internet
istituzionale, deve essere efficacemente protetto e tutelato al fine di prevenire possibili
alterazioni sul significato intrinseco delle informazioni stesse.
3. Le misure di sicurezza vengono individuate alla luce delle conoscenze acquisite in base al
progresso tecnico, in relazione alla natura dei dati da proteggere ed alle specifiche
caratteristiche delle informazioni stesse, in grado di ridurre al minimo i rischi.
Art. 8 - Spese di gestione
1. La Giunta Comunale, annualmente, valuta la determinazione degli oneri per sostenere la
creazione, il mantenimento, la gestione, il potenziamento del sito Web e la funzionalità degli
info-point.
Art. 9 - Riferimenti normativi
Legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove norme sul procedimento amministrativo e successive
modifiche ed integrazioni;
Legge 7 giugno 2000, n. 150 "Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle
pubbliche amministrazioni" e successivi regolamenti attuativi;
DPR 28 dicembre 2000, n. 445 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
di documentazione amministrativa";
Direttiva 16 gennaio 2002 "Sicurezza informatica e delle telecomunicazioni nelle pubbliche
amministrazioni". (G.U. 22 marzo 2002, n. 69) Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
per l'innovazione e le tecnologie;
Direttiva del 7 Febbraio 2002 - "Direttiva sulle attività di comunicazione delle Pubbliche
Amministrazioni" - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Funzione Pubblica (G.U.
n° 74 del 28 marzo 2002);
Direttiva del 27 novembre 2003 "Direttiva per l'impiego della posta elettronica nelle pubbliche
amministrazioni" - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'innovazione e le
tecnologie;
Direttiva 27 luglio 2005 "qualità dei servizi on line e misurazione della soddisfazione degli utenti" -
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie;
Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali;
Legge 9 gennaio 2004, n. 4 Pubblicata in G.U. n. 13 del 17 gennaio 2004 (Accessibilità siti web);
DPR 2 marzo 2004, n. 117 "Regolamento concernente la diffusione della carta nazionale dei servizi,
a norma dell'articolo 27, comma 8, lettera b), della legge 16 gennaio 2003, n. 3" - (G.U. 6 maggio
2004, n. 105);
DM 8 luglio 2005 "Requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici"
(G.U. 8 agosto 2005, n. 183);
Decreto Legislativo del 7 marzo 2005, n. 82 - "Codice dell'amministrazione digitale" - (G.U. n. 112
del 16-5-2005 - Suppl. Ordinario n. 93.);
Decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159 - (G.U. del 29 aprile 2006, n. 99 - SO n. 105).
Legge n. 69 del 18 giugno 2009 "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitività nonché in materia di processo civile"
Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia
di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni”.
Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n.267 – “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti
locali”.