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Dopo assemblea con Cialente del 28 ottobre
Solidarietà aquilana
A seguito della nostra iniziativa per raccogliere le opinioni della cittadinanza, e con riferimento al notevole numero di SMS che continuano a pervenire (finora stimati circa 1500), si è fatta presente la necessità di riconsiderare gli aiuti economici sulla base delle effettive necessità e delle condizioni economiche dei nuclei familiari. A tal proposito vi sono state, in sede assembleare, testimonianze di chi, avendo perso casa e lavoro, riceve un sussidio del tutto insufficiente e con ritardi: agosto pagato a fine ottobre. Per contro vi sono nuclei familiari, verosimilmente abbienti che, pur avendo conservato la condizione lavorativa precedente, accedono al piano CASE e alle agevolazioni che prevede.
Le nostre richieste fanno leva anche sulla doverosa solidarietà tra aquilani che il terremoto avrebbe dovuto far nascere e che, in alcune tendopoli, si è sperimentata creando legami nuovi tra le persone.
A tal proposito sarebbe auspicabile che gli affittuari, con condizioni economiche invariate, assegnatari delle CASE, corrispondessero un fitto al fine di creare un fondo sociale spendibile per coloro che hanno perso casa e lavoro.
Piano C.A.S.E. insufficiente
Per il piano CASE, che si è rivelato di limitate vedute, ed eccessivo in apparenze e costi, si è resa necessaria un’integrazione di MAP per le frazioni dell’aquilano; ciò sia a seguito delle 5000 lettere allegate ai modelli del censimento –dal 1° al 10 agosto- (chiamate denigratoriamente “letterine di Babbo Natale”) da coloro che, non trovando l’opzione: “altro tipo di alloggio”, segnalavano in tal modo la propria diversa preferenza. Questa integrazione, è stata stabilita anche in ragione di iniziative di auto costruzione a Pescomaggiore (case in paglia e fango).
Attualmente si è pianificato l’acquisto di 500 case mobili che impegnerebbero la cifra di 40 milioni di euro (80.000 euro per unità). Il nostro comitato ha già fatto presente la possibilità, con tale somma, di offrire alloggio ad 8.000 persone, in quanto vi sarebbero ditte, con prodotti di qualità (da noi invitate a partecipare), che utilizzano soluzioni analoghe anche per alberghi, offrendo moduli coibentati, comprensivi di servizi, impianti, trasporto e montaggio, per la cifra, indicativa, di 20.000 euro/60mq per 4 persone e non 36mq/4pers. come previsto dal bando (sito: http://www.tempohousing.com con brochure consegnate al sindaco).
Resta tuttavia la necessità di effettuare un censimento attendibile degli attuali bisogni abitativi, comprendendo anche coloro che non figurano nei precedenti elenchi, per evitare di dire, poi, “Ji te l’ero ittu a ottobbre”, considerando inoltre che parte delle 500 case mobili saranno riservate come alloggi universitari.
Residenza o domicilio?
Secondo quanto dichiarato dal nostro sindaco, per l’organizzazione del comune, questi ritiene opportuno il cambio di residenza per tutti gli assegnatari del piano C.A.S.E.; a nostro avviso, invece, sarebbe sufficiente il solo cambio di domicilio: il cambio di domicilio rispecchierebbe l’effettiva provvisorietà della sistemazione, laddove il cambio di residenza ne indicherebbe un carattere senz’altro più definitivo.
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