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Anomali aiuti
La distribuzione anomala degli aiuti agli sfollati sta creando non pochi problemi tra le persone già da tempo, aumentando la sofferenza di chi colpito dal terremoto e dalle conseguenze di scelte governative, che di fatto garantiscono una sistemazione solo di pochi, ancora oggi si trova a vedersi penalizzato per aver scelto di non allontanarsi dall’Aquila.
E’ innegabile che le scelte fatte abbiano favorito di gran lunga chi, affidandosi pienamente alla protezione civile, ha ricevuto alloggio in alberghi spesso di alto livello e viene a ricevere ora gli alloggi del piano C.A.S.E., magari mantenendo intatto il suo congruo stipendio di impiegato, rispetto a coloro che dignitosamente hanno accettato un minimo sussidio personale o familiare, che non è assolutamente paragonabile ai costi di tendopoli o alberghi, adattandosi con soluzioni autonome e continui sacrifici giornalieri, magari supportati dalla generosità di parenti e amici ed in alcuni casi senza possedere più ne casa ne lavoro.
Ebbene paradossalmente queste persone non risultano neppure assegnatari di alloggi. La logica sino ad ora usata sembra privilegiare il furbo sull’onesto e quando non si è considerato preventivamente la condizione sociale generata dal terremoto, risultano ben poca cosa i controlli che si stanno facendo per confermare quelle assegnazioni stabilite mescolando i criteri dettati dall’amministrazione locale ai principi di vicinanza alla zona di residenza indicati dalla Protezione Civile per farne un elenco sulla base di un algoritmo matematico che casualmente conduce all’inserimento di più nuclei parentali.
A riprova di tale logica discutibile, arriva oggi nelle scuole la notizia riguardante l’esonero dal pagamento del servizio prescuola riservato alle famiglie che viaggiano dalla costa. Ancora una volta viene elargito un aiuto senza le necessarie considerazioni sullo stato economico attuale della famiglia e sulla condizione reddituale; condizione che al contrario viene citata nel decreto per la ricostruzione del centro storico.
In tal modo continua la beffa per chi, rientrato senza lavoro in case classificate B con parziale agibilità e con il mutuo da pagare, si vede costretto a pagare per un servizio che, a chi risiede al mare e viaggia per raggiungere il posto di lavoro e per portare i figli a scuola, non viene chiesto di pagare. (Enza Blundo)
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